Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
AQST Milano metropoli rurale

Accordo Quadro Sviluppo Territoriale: azioni

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AQST Milano metropoli rurale

L’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) promosso da Regione Lombardia, oltre a basarsi sul riconoscimento del ruolo che i sistemi rurali integrati e un’agricoltura multifunzionale e poter svolgere in riferimento al contenimento del consumo di suolo, alla fornitura di servizi (ecosistemici, culturali, sociali ..), alla costruzione di nuove relazioni tra realtà urbane e rurali, si è posto delle precise azioni. Quali? Miglioramento del sistema irriguo; Riqualificazione paesaggista e ambientale; Miglioramento patrimonio architettonico e aziendale; Innovazione di prodotti e servizi; Multifunzionalità: fruizione, attività sociali e didattiche; Valorizzazione e promozione del territorio e della cultura rurale; Consolidamento della strategia. 

Il tema centrale è la tutela di una risorsa fondamentale: l’acqua.

Sempre più scarsa in certi periodi e in eccesso in altri, la risorsa idrica deve essere regolamentata e gestita con sempre crescente attenzione per garantire la funzionalità agricola e la salvaguardia ambientale del territorio.
Le attività programmate dai soggetti aderenti tengono conto di questa necessità e ricercano condizioni atte a garantire apporti idrici adeguati allo sviluppo agricolo, alla tutela delle acque e alla difesa del territorio.

Molte attività sono volte al miglioramento delle prestazioni del reticolo idrico agendo sull’infrastruttura irrigua, per esempio tramite il recupero funzionale di corpi idrici degradati/in abbandono o la riconnessione e messa in rete di rogge e corsi d’acqua esistenti, con un duplice obiettivo: una più equilibrata distribuzione delle acque e la prevenzione di possibili dispersioni idriche.

Gli interventi previsti sono riferibili a due principali temi progettuali: la riconnessione di naviglio Martesana e Seveso con Roggia Vettabbia, proposto dal Comune di Milano, con annessa riqualificazione di porzioni del reticolo minore a sud della città; il superamento della “barriera” idraulica costituita dal Canale Scolmatore (CSNO) nell’ovest milanese attraverso la riconnessione della rete irrigua posta sui due lati del Canale medesimo mediante il recupero e potenziamento di canali secondari e terziari.

Fondamentali sono poi le iniziative finalizzate al recupero di acque a fini irrigui, che vedono il sostegno degli enti pubblici agli interventi che ricercano modalità adeguate e sostenibili di raccolta di acque meteoriche, di falda e parassite da convogliare nella rete irrigua. Il focus è sull’attento uso delle risorse (evitare sprechi) con attenzione alla problematica della qualità delle acque. I progetti di recupero idrico considerati sono sinergici o comunque coerenti con gli obiettivi di miglioramento delle prestazioni del reticolo irriguo e con quelli di difesa idraulica del territorio.

La difesa dal rischio idraulico è il cappello di riferimento di alcune attività di Milano Metropoli Rurale che in un’ottica di riqualificazione del territorio contribuiscono a prevenire, o comunque a ridurre, gli impatti da fenomeni alluvionali. Alcune proposte sono puntuali e riguardano soluzioni con effetti sul breve periodo, altre si inquadrano invece in scenari di medio-lungo periodo e dialogano con progetti e studi di riqualificazione e/o ridefinizione dei sistemi vallivi a ovest e a sud della città (come la riconnessione dell’Olona Superiore con l’Olona Inferiore).

La riqualificazione e valorizzazione paesaggistico-ambientale, nella sua accezione più ampia e diffusa, permette di elevare la qualità ed attrattività del territorio rurale, mettendone in evidenza risorse e potenzialità ecologiche e culturali, ma anche di contenere e disincentivare i fenomeni di abbandono e incuria, prevenendone così la compromissione paesaggistica e il degrado ambientale, in una visione più integrata ed inclusiva del concetto di rigenerazione dello spazio urbano/rurale.

Nel contesto metropolitano rivestono poi particolare significato le azioni volte a valorizzare le peculiarità del territorio riconnettendo tra loro aree urbane e rurali.

Molte attività si inquadrano in progetti e programmi di riqualificazione e valorizzazione di ambiti di area vasta che sviluppano potenzialità ecologiche e fruitive del territorio anche in un’ottica di contrasto dei rischi di abbandono e banalizzazione delle aree verdi e degli spazi rurali. La casistica presa in considerazione è ampia e comprende sia programmi organici sia progetti puntuali che si collocano però nel quadro di disegni più ampi di riqualificazione del territorio, sono inoltre presenti progetti/studi pilota volti a mettere a punto nuove modalità di impostazione e implementazione di piani, programmi e progetti.

I principali obiettivi tematici riguardano:

  • sviluppo di connessioni ecologiche e incremento della biodiversità;
  • recupero/riqualificazione dei fontanili e dei relativi sistemi paesistico-ambientali;
  • valorizzazione del paesaggio rurale e fruizione sostenibile (itinerari/circuiti rurali);
  • azioni pilota per potenziare la valorizzazione ecologica e fruitiva del V’Arco Villoresi.

Si colloca in questa linea di azione anche il programma delle “Compensazioni ecologiche Expo” elaborato ed avviato in attuazione delle prescrizioni del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, D.G.R. 2 febbraio 2012 - n. IX/2969, relativo al progetto della cosiddetta piastra espositiva EXPO 2015. Gli interventi individuati all’interno delle proposte pervenute all’Osservatorio Ambientale si inquadrano infatti in uno scenario condiviso di riqualificazione dell’ovest milanese e rispondo ad alcuni specifici requisiti/obiettivi: la ricostruzione ecologica bilanciata dell’ovest milanese con l’integrazione di differenti tipologie ricostruttive; il mantenimento sul medio periodo delle opere verdi realizzate (5 anni di avviamento e altri 10-25 anni di consolidamento) al fine di assicurare il pieno sviluppo dei nuovi ecosistemi.

Il contenimento del potenziale degrado e l’avvio di processi di riqualificazione e valorizzazione paesaggistico-ambientale del territorio, nella sua più ampia accezione, non possono però prescindere dall’individuazione di modalità efficaci e sostenibili di cura e presidio dei luoghi. Da qui l’importanza di sperimentare nuovi Accordi con aziende e distretti agricoli per la manutenzione e gestione di alcuni spazi aperti non strettamente “agricoli”. Le attività considerate riguardano situazioni particolari, come aree golenali/perifluviali e di margine urbano-rurale, connotate da particolari vincoli e/o esigenze funzionali e/o sociali. La sfida è valorizzare le possibili sinergie tra esigenze di manutenzione correlate alla destinazione prevalente e attività e funzioni agricole radicate sul territorio, anche tramite lo sviluppo di specifici progetti di riqualificazione e valorizzazione agroambientale.

Il rafforzamento dei sistemi rurali in ambito metropolitano, come strategia di contenimento del consumo di suolo e modalità operativa di affermazione di un modello equilibrato di sviluppo economico ambientalmente sostenibile, passa anche attraverso Azioni che contribuiscono al miglioramento delle strutture aziendali e al recupero del patrimonio architettonico.
La necessità di riqualificazione del patrimonio edilizio coinvolge sia il patrimonio pubblico che quello privato.

I promotori e attori dei progetti di recupero variano invece a seconda degli usi e delle destinazioni degli immobili. Vanno distinti in tal senso i progetti portati avanti dalle aziende afferenti ad un determinato distretto agricolo – che può anche essere responsabile del coordinamento generale dell’attività che vede come soggetto attuatore una o più aziende – da quelli sviluppati o promossi in prima battuta dagli enti pubblici, per esempio per il recupero di antiche cascine che attualmente non sono sedi di aziende agricole.

In particolare gli immobili di proprietà comunale e di altri Enti versano in una situazione di degrado più o meno accentuato, dovuto ad anni di mancati investimenti e, in generale, alla mancanza di una visione complessiva di sviluppo dell’agricoltura urbana e periurbana. Le attività riguardanti la loro riqualificazione si muovono in un’ottica di partenariato pubblico privato, in cui le imprese agricole, a fronte di contratti di affittanza sufficientemente lunghi, si impegnano a mettere in sicurezza e a rifunzionalizzare le cascine sede dell’attività agricola, scomputando i costi dal canone di affitto.

Alcuni degli immobili del Comune di Milano non sede di attività agricola sono stati inseriti in un elenco di Cascine da valorizzare, per le quali il Comune ha invece previsto l’emissione di bandi pubblici per l’affidamento in concessione ad Associazioni che ne garantiscano il recupero, mentre altri saranno oggetto di interventi di messa in sicurezza direttamente con progetti comunali.

Ai fini di uno sviluppo integrato e sostenibile dell’agricoltura periurbana, l’ammodernamento degli impianti per la produzione, trasformazione, stoccaggio e commercializzazione dei prodotti e la riqualificazione delle superfici agricole aziendali – con la revisione di reti irrigue e poderali – si pongono quali azioni necessarie complementari a quelle di recupero edilizio.  

Nello scenario strategico prefigurato è importante sostenere forme di diversificazione dell’attività agricola che possano allargare la prospettiva della produzione tradizionale per rispondere anche ai nuovi bisogni urbani, rafforzando altresì sinergie con altri settori economici e conseguenti opportunità di mercato. Il coordinamento mirato degli sforzi e delle iniziative dei singoli aiuta questo percorso. 

Si muovono in questo senso le attività di ottimizzazione delle risorse - come ad esempio l’acquisto e l’utilizzo di impianti e macchinari comuni – quelle di innovazione di prodotto, di processo e di filiera, ed infine la creazione di nuove forme di vendita e commercializzazione al cui interno possono ricadere sia l’istituzione (da parte delle pubbliche amministrazioni) di mercati riservati all’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli, sia le attività inerenti accordi tra privati, etc.

L’innovazione può riguardare una molteplicità di settori e assumere differenti forme come la promozione e valorizzazione di produzioni e allevamenti tradizionali, l’avvio di sperimentazioni legate alle compensazioni di anidride carbonica e/o a sistemi innovativi di approvvigionamento/produzione di energia, la definizione di percorsi volti ad assicurare maggiore controllo e garanzia dei processi produttivi e di commercializzazione di specifici prodotti (certificazione sementi, disciplinari etc.) e altro ancora.

Anche le nuove forme di vendita e commercializzazione possono riferirsi ad un ampio raggio di operazioni, per esempio: la sperimentazione di mercati agricoli in aree dove gli imprenditori agricoli potranno effettuare la vendita diretta; l’ampliamento delle reti di vendita e commercializzazione dei prodotti agricoli, nell’ottica di diversificare ed incrementare ulteriormente le tipologie dei prodotti venduti dai Distretti agricoli alla Grande Distribuzione Organizzata; la promozione di sperimentazioni, in parte già avviate, e accordi per l’utilizzo dei prodotti agricoli locali nella Ristorazione collettiva.

L’obiettivo è contribuire allo sviluppo sostenibile delle imprese agricole anche grazie alla diversificazione delle loro attività e all'integrazione del sistema produttivo con attività multifunzionali svolte all'interno delle aziende medesime.

I temi della multifunzionalità si legano indissolubilmente alla promozione e valorizzazione del territorio e della tradizione agricola, come l’agriturismo verde e la ricezione all'interno delle cascine, ma anche alla capacità di accoglienza e inclusione propria del mondo rurale e che si manifesta, per esempio, nella tradizionale partecipazione collettiva a fasi delle lavorazioni e agli eventi e feste che le accompagnano.

Da una parte si intende supportare tutte quelle iniziative connesse direttamente o indirettamente all’offerta di ricezione, ospitalità e fruizione del territorio, che si legano a proposte di valorizzazione di itinerari e percorsi a tema - in genere nel verde e preferibilmente lungo corsi/ vie d’acqua - connessi a reti di agriturismi o di specifici sistemi connotativi delle diverse parti della pianura, come le ville nobiliari e il loro contado o le strutture storiche di supporto alla caccia (“cascinelli”) che si offrono quali potenziali nodi di nuovi circuiti alla scoperta della natura etc...

Dall'altra parte si vogliono supportare le iniziative, non necessariamente disgiunte dall’offerta di ricezione e ospitalità, correlate ad attività sociali e di educazione e didattica portate avanti da molte aziende agricole. Si tratta in molti casi di proposte mirate a soddisfare specifici bisogni, anche legati ad utenze particolari o “deboli”, come ad esempio ippoterapia e laboratori per disabili, o di carattere rieducativo e di recupero sociale, ma vi sono anche iniziative didattico-divulgative di sensibilizzazione dei cittadini rispetto alla matrice storicamente rurale dei nostri territori, come per esempio la partecipazione di consorzi, aziende e distretti agricoli a specifici percorsi didattici, avviati o da avviare con gli enti locali per alunni della scuola primaria.

Si tratta di iniziative di marketing territoriale e di valorizzazione della cultura rurale dei nostri territori.

Per quanto riguarda il marketing territoriale l’azione è duplice.
Da una parte lo sviluppo della potenziale attrattività turistica dell’area rurale milanese anche migliorandone la riconoscibilità  (per esempio tramite la costituzione di comprensori turistici che possano riferirsi alle specificità della pianura irrigua metropolitana, prima fra tutte la ricca rete di vie d’acqua e i navigli che la connotano e rappresentano già una rilevanza storica e paesaggistica di notorietà sovralocale) e dall'altra la promozione e la valorizzazione di prodotti specifici locali e/o delle modalità produttive sviluppate in questo ambito territoriale da aziende ed enti di ricerca, con specifico riferimento alle tecnologie applicate, e che possono costituire non solo un segno distintivo ma anche un esempio di “buone pratiche” esportabili.

Le attività di valorizzazione della cultura rurale si riferiscono principalmente a manifestazione ed eventi sul territorio, anche periodici, che tendono a portare i cittadini a immergersi nella realtà rurale metropolitana con la possibilità di conoscerne la storia, le tradizioni e le opportunità attuali, i luoghi topici e i loro custodi, in primis le aziende agricole. Alcune iniziative culturali possono essere mirate su temi specifici per condurre alla riscoperta di aspetti specifici, magari meno noti, di queste realtà. 

Una strategia di sviluppo di ampio respiro ha necessità di trovare strumenti idonei per una sua piena affermazione. Vi sono una serie di attività, soprattutto in capo agli enti pubblici, che possono supportare in modo proficuo e soprattutto continuativo la strategia di Milano Metropoli Rurale.
E’ innanzitutto importante l’allineamento e orientamento di politiche, piani e programmi con riferimento a:

  • la pianificazione territoriale e il governo del territorio, al fine di confermare e/o definire - ai diversi livelli - scenari, strategie e obiettivi coerenti con la promozione di un modello equilibrato di sviluppo che unisca, nell’area metropolitana milanese, le dinamiche e le potenzialità delle realtà urbane con quelle dei contesti rurali e degli spazi aperti, mediante una “buona” governance pubblico/privata per uno Sviluppo Urbano-Rurale intelligente, durevole e inclusivo”;
  • la ricerca continua di sinergie possibili e attivabili tra strumenti di programmazione e/o politiche pubbliche riferite a specifici ambiti tematici e gli obiettivi e le azioni dell’AQST, al fine di integrare e coordinare programmi e progetti, contemperare i diversi interessi pubblici e garantire un più efficace utilizzo delle risorse disponibili;
  • lo sviluppo di condizioni idonee a garantire la permanenza sul territorio delle aziende agricole e lo sviluppo di progetti integrati a medio periodo, a partire dal tema dei contratti di affittanza agraria, in un’ottica di rafforzamento e allargamento della Food Policy della città di Milano.

Un ruolo fondamentale lo svolgono poi le attività di ricerca e formazione volte ad accompagnare il processo di attuazione della strategia dell’AQST, a partire da un processo continuo di aggiornamento e sviluppo delle competenze, potenzialità e capacità del sistema agricolo di rispondere in modo efficace alle nuove sfide. Si inseriscono in questo quadro sia le attività di formazione e consulenza agli agricoltori, sia le attività di studio e ricerca – con relativa diffusione risultati – sviluppate e/o promosse dal mondo agricolo e in particolare dai Distretti dell’area metropolitana milanese, anche in partnership con enti e istituti di ricerca.

Infine, la strategia e le attività dell’AQST per affermarsi devono essere adeguatamente comunicate, condivise e promosse per potersi radicare in modo efficace, durevole e diffuso sul territorio. Si inquadrano in quest’ottica le attività diffuse di sensibilizzazione di diversi attori locali e quelle di comunicazione volte ad assicurare visibilità e riconoscibilità all’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale Milano Metropoli Rurale e alle sue iniziative (marchio, sito web dedicato ..) o a diffonderne la conoscenza aprendosi al confronto (convegni etc.).

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2025

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