Introduzione
Dopo la seconda guerra mondiale, la superficie boscata in Lombardia è cresciuta enormemente, in gran parte per lo spopolamento della montagna e della collina e il conseguente abbandono di terreni agricoli in tali aree, che sono stati colonizzati dal bosco. Da una parte ciò ha permesso l’aumento della naturalità sulle nostre montagne, ma dall’altro ha anche causato un appiattimento del paesaggio e una scomparsa, in molte vallate, dall’alternanza fra prati e pascoli e aree forestali, che invece troviamo ancora in altre aree alpine.
Si aggiunga che tutti i boschi sono sottoposti al vincolo paesaggistico in base alla legge statale sul paesaggio (Decreto legislativo 42/2004, articolo 142, comma 1, lettera g) e quindi, in quei pochi casi in cui l’agricoltore intende recuperare una superficie agricola abbandonata e colonizzata dal bosco, deve affrontare una procedura amministrativa gravosa. Sottolineiamo che il recupero di aree agricole nulla ha a che vedere con il “taglio legna”, che è una procedura molto semplice da presentare, ma è un vero e proprio cambio di destinazione d’uso.
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Rispettare l’ambiente anche con piccoli gesti
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