Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Biodiversità

Alberi monumentali

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Biodiversità

Cosa sono gli alberi monumentali?

Gli alberi, per il loro portamento, talvolta possono destare un particolare interesse o suscitare, persino, meraviglia in chi li osserva. Alcuni possono avere dimensioni inusuali, altri possono essere stati forgiati dagli agenti atmosferici che hanno conferito loro un aspetto peculiare, altri ancora, infine, possono segnare in maniera molto evidente il paesaggio nel quale vegetano.

Sono i cosiddetti Alberi monumentali, che la Legge 10 del 2013 tutela rigorosamente in Italia, promuovendone il censimento ad opera dei Comuni sull’intero territorio nazionale.

La legge statale è stata recepita da Regione Lombardia con l.r. n. 10 del 2008

Alla legge ha fatto seguito il decreto interministeriale 23 ottobre 2014 che ha specificato meglio i criteri da applicare nel censimento degli Alberi monumentali e le relative competenze.

Per Albero monumentale si intende una pianta legnosa a portamento arboreo, arbustivo o lianoso, appartenente a specie sia autoctone che alloctone, spontanea o messa a dimora dall’uomo, isolata o posta all’interno di una formazione boschiva naturale o artificiale, che costituisca un raro esempio di maestosità, o che mostri un particolare pregio naturalistico, che segni in maniera significativa il paesaggio o, ancora, che rappresenti un preciso riferimento di eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico-culturale.

Come sopra anticipato, tra gli alberi potenzialmente monumentali si considerano sia esemplari appartenenti a specie autoctone, specie cioè naturalmente presenti in una determinata area geografica nella quale si sono originate o sono giunte senza l’intervento dell’uomo, sia quelli appartenenti a specie alloctone (o esotiche), giunte sul territorio per effetto delle attività antropiche.

Possono essere considerati monumentali alberi ad alto fusto ma anche, in alcuni casi, individui che sono stati ceduati in passato e che sono, pertanto, costituiti da un certo numero di polloni che si originano da una ceppaia, nonché piante sottoposte a capitozzature più o meno ripetute, o addirittura ancora vegetanti ma giacenti al suolo.

Oltre alle piante singole, la normativa prevede che possano essere censiti anche gruppi di piante, filari e alberi inseriti in particolari complessi architettonici quali, ad esempio i giardini storici, gli orti botanici, ecc. Il gruppo deve essere costituito da una sola specie e deve essere ben identificabile visivamente; ad esempio, generalmente non può essere considerato gruppo un tratto di bosco o di un parco urbano. I filari possono essere semplici o composti da più file.

Dal punto di vista normativo, i criteri da seguire per l’attribuzione del carattere di monumentalità agli alberi (art. 5 del decreto interministeriale del 23 ottobre 2014) sono i seguenti:

  • pregio naturalistico legato all’età e alle dimensioni: aspetto strettamente legato alle peculiarità genetiche di ogni specie ma anche alle condizioni ecologiche in cui si trovano a vivere i singoli esemplari di una specie. Il criterio dimensionale, che riguarda la circonferenza del tronco, l’altezza dendrometrica, l’ampiezza e proiezione della chioma, costituisce elemento di filtro nella selezione iniziale ma non è imprescindibile qualora gli altri criteri siano di maggiore significatività. A tale proposito, i valori soglia minimi della circonferenza sono individuati mediante appositi atti ministeriali. Importante nella valutazione è l’aspetto relativo all’aspettativa di vita dell’esemplare che dovrà essere affrontato evitando di inserire nel rilevamento situazioni compromesse in misura irreversibile sia sotto il profilo fitosanitario che statico;
  • pregio naturalistico legato a forma e portamento: la forma e il portamento delle piante è alla base del loro successo biologico e anche dell’importanza che ad esse è stata sempre attribuita dall’uomo nel corso della storia. Tale criterio viene preso in considerazione nel caso di esemplari cresciuti in condizioni ambientali ottimali (es. condizioni di optimum ecologico, assenza di potature errate, forma libera perfetta per la specie) o particolari (es. presenza di vento dominante) o che siano stati sottoposti all’azione dell’uomo (es. potature), quindi con forma o portamento singolari e meritevoli di riconoscimento;
  • valore ecologico: è relativo alla presenza di specie faunistiche rare o in pericolo di estinzione che sull’albero si insediano. La pianta può svolgere il ruolo di un vero e proprio habitat per diverse categorie animali in particolare: entomofauna, avifauna, micro-mammiferi. Tale prerogativa si riscontra soprattutto in ambienti a spiccata naturalità, dove la salvaguardia di questi alberi, anche in cattive condizioni fitosanitarie, rappresenta un’azione importante per la conservazione della biodiversità;
  • pregio naturalistico legato alla rarità botanica: si riferisce alla rarità assoluta o relativa, in termini di specie ed entità intraspecifiche. A tale riguardo si considerano anche le specie estranee all’area geografica di riferimento, quindi esotiche, e quelle che, seppur coerenti in termini di areale di distribuzione, sono poco rappresentate numericamente in quel contesto territoriale;
  • pregio naturalistico legato all’architettura vegetale: riguarda particolari esemplari o gruppi di piante organizzati in architetture vegetali, frutto di un progetto architettonico unitario e riconoscibile, in sintonia o meno con altri manufatti architettonici. Si tratta in genere di alberi inseriti in ville e parchi storici di interesse storico, architettonico e turistico, ma anche di architetture vegetali minori di interesse rurale. Tale criterio è verificato e valutato d’intesa con la Soprintendenza territorialmente competente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • pregio paesaggistico: considera l’albero come possibile elemento distintivo, punto di riferimento, motivo di toponomastica ed elemento di continuità storica di un luogo. Si tratta di un criterio di sintesi dei precedenti, essendo il paesaggio, per sua definizione, costituito da diverse componenti: quella naturale, quella antropologico-culturale e quella percettiva. Il criterio è verificato e valutato d’intesa con la Soprintendenza territorialmente competente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;
  • pregio storico-culturale-religioso: è legato alla componente antropologico-culturale, intesa come senso di appartenenza e riconoscibilità dei luoghi da parte della comunità locale, come valore testimoniale di una cultura, della memoria collettiva, delle tradizioni, degli usi e costumi. Riguarda esemplari legati a particolari eventi della storia locale, tradizioni, leggende, riferimenti religiosi, ecc. Tale valenza è generalmente nota a livello locale e si tramanda per tradizione orale o è riscontrabile in iconografi e, documenti scritti o audiovisivi. Il criterio di cui alla presente lettera è verificato e valutato d’intesa con la Soprintendenza territorialmente competente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Una pianta può essere monumentale per diverse ragioni e quindi rispondere a più criteri tra quelli indicati. È sempre molto importante, inoltre, il contesto nella quale la pianta vegeta, considerato che l’estetica dell’albero non può prescindere dal decoro dell’ambiente circostante.

Enti competenti ed elenchi alberi

La normativa statale stabilisce le competenze sul censimento degli alberi monumentali. Si fanno carico del censimento i Comuni che trasmettono le loro proposte alla Regione, che a sua volta, a seguito di istruttoria, redige e aggiorna il proprio Elenco regionale che viene trasmesso al Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che approva l’inserimento delle piante dell’Elenco regionale nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia.

Al fine di facilitare il censimento degli alberi monumentali, il Ministero ha predisposto due tipologie di scheda da compilare con i dati della pianta che si intende proporre come monumentale:

  • Scheda di identificazione, che va compilata in ogni sua parte dal Comune territorialmente competente e va utilizzata per la trasmissione della proposta alla Regione
  • Scheda di segnalazione, molto semplificata rispetto alla prima, che può essere compilata dal cittadino o da altri soggetti che desiderano segnalare un albero degno di attenzione e va inviata al Comune entro il cui territorio vegeta la pianta

Entrambe le schede vanno sempre accompagnate da foto significative dell’albero che saranno utilizzate in fase istruttoria.

Quando il Comune invia la propria proposta alla Regione, completa di scheda di identificazione, foto, e notifica al proprietario dell’albero, nel caso in cui la pianta vegeti in una proprietà diversa da quella comunale, scatta il periodo di salvaguardia, che attribuisce alla pianta proposta (art. 9 del decreto interministeriale 23 ottobre 2014), le stesse norme di tutela di cui godono le piante inserite nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia. A seguito dell’istruttoria regionale, se la pianta è ritenuta monumentale, la salvaguardia viene confermata, in caso contrario la Regione comunica al Comune la decadenza della salvaguardia, che non impedisce, tuttavia, al Comune di tutelare la pianta con altre modalità che prescindono da quelle derivanti dall’applicazione della legge n. 10 del 2013.

Per segnalare nuovi alberi con caratteristiche di monumentalità, occorre inviare l’apposito modulo di segnalazione al Comune territorialmente competente e, per conoscenza, a Regione Lombardia, all’indirizzo territorio_sistemiverdi@pec.regione.lombardia.it.

Scheda di segnalazione (excel)

Documento ODS - 6.47Kilobyte

Scheda di segnalazione (pdf)

Documento PDF - 259.35Kilobyte

Scheda di identificazione (excel)

Documento ODS - 12.44Kilobyte

Scheda di identificazione (pdf)

Documento PDF - 253.16Kilobyte

In Lombardia sono stati censiti numerosi alberi singoli, gruppi e filari con caratteristiche monumentali che sono inseriti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia. Le attività di aggiornamento dell’elenco regionale degli alberi monumentali sono sempre in essere e ogni anno la Regione propone nuovi alberi al Ministero per l’inserimento nell’elenco nazionale.

Nel 2025 l’elenco regionale degli Alberi monumentali è stato aggiornato (d.g.r. 4536 del 2025) con l’aggiunta di 48 nuovi alberi e alberature (Allegato A) e l’eliminazione di 7 alberi, in seguito allo sradicamento o danneggiamento causato da eventi meteorologici estremi (Allegato B), portando a 476 il numero delle alberature monumentali in Lombardia.

Le nuove alberature sono state incluse nell’elenco nazionale (decreto direttoriale prot. n. 0569045 del 23 ottobre 2025 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste).

Si sottolinea che, a oggi, la Lombardia è la seconda regione italiana, dopo il Friuli-Venezia Giulia, per numero di alberi iscritti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia.

Gli alberi monumentali censiti in Lombardia appartengono a diverse specie, tra cui, le più rappresentate in ambito urbano sono:

  • il platano comune (Platanus acerifolia (Aiton) Willd)
  • il cedro dell’Himalaya (Cedrus deodara (Roxb.) G. Don.)
  • il cedro del Libano (Cedrus libani A. Rich.)
  • il bagolaro (Celtis australis L.)
  • il cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica (Endl.) G. Manetti ex Carrière)
  • l’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.)

in ambito agricolo:

  • il gelso bianco (Morus alba L.)
  • il pioppo nero (Populus nigra L.)

mentre negli ambienti naturali prevalgono:

  • il faggio (Fagus sylvatica L.)
  • la farnia (Quercus robur L.)
  • il larice (Larix decidua Mill.)
  • il castagno (Castanea sativa Mill.).

Tutti gli esemplari sono consultabili nel Geoportale della Regione Lombardia, dove un apposito livello informativo ne consente la visualizzazione, nonché tramite Google Maps, a cura dal Ministero. Per la promozione e la valorizzazione degli alberi monumentali censiti, Regione Lombardia ha promosso anche la realizzazione di alcune pagine web sul sito turistico inLombardia.

La Regione ha, inoltre, acquisito un repertorio di foto ad elevata risoluzione degli alberi monumentali lombardi.

In occasione della settimana in cui ricade la Giornata nazionale degli alberi, nel novembre 2025 è stato organizzato un convegno nazionale sugli alberi monumentali presso la Pinacoteca di Brera e nel vicino Orto Botanico, con un’ottima partecipazione di pubblico.

Riguardo alle attività di carattere normativo, Regione Lombardia ha modificato la l.r. n. 10 del 2008, recependo la normativa nazionale e ha specificato nella d.g.r. n. 7548 del 2022 le modalità istruttorie in Lombardia.

La Regione, inoltre, collabora con i Carabinieri forestali della Lombardia, a supporto delle attività istruttorie e con ERSAF per la gestione degli alberi di proprietà comunale, in ambiente urbano.

Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2026

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