Regione Lombardia, grazie al percorso intrapreso con il Governo e le altre Regioni, mira a rafforzare le proprie competenze nelle materie oggetto di autonomia differenziata di cui all’ articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
È volontà della Regione portare a compimento il percorso che ha preso avvio con il Referendum consultivo del 22 ottobre 2017 e che è finalizzato al conseguimento di maggiori livelli di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa regionale, in un quadro di sussidiarietà e di coesione nazionale.
La cronistoria
22 ottobre: Referendum consultivo con il quesito ai Lombardi
Nel corso della X Legislatura regionale, durante la Presidenza di Roberto Maroni, si celebra il Referendum consultivo con il quesito ai Lombardi:
“Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?”.
Si sono recati alle urne 3.030.748 elettori pari al 38,74% degli aventi diritto (lo Statuto regionale non prevede il raggiungimento di un quorum per i referendum consultivi). Di questi, il 95,1% si è espresso a favore del quesito referendario.
Consulta: Infografica dati referendari
07 novembre: Risoluzione del Consiglio Regionale
A seguito dell’esito referendario, il Consiglio Regionale della Lombardia approva una risoluzione ufficiale, la n. 97 del 2017 oggetto della Deliberazione n. X/1645.
La risoluzione, votata a larga maggioranza dal Consiglio Regionale, con 67 voti a favore, 1 astenuto e 4 contrari, dà mandato al Presidente di avviare il confronto con il Governo, definendo gli indirizzi a cui attenersi durante l’iter istituzionale ed indicando gli ambiti di materie prioritari sui quali condurre il confronto per una maggiore autonomia della Lombardia.
Consulta:
Risoluzione 97/2017
Verbale di Votazione della risoluzione 97 del 2017
28 febbraio: Sottoscrizione dell’Accordo preliminare in merito all’intesa prevista dall’art. 116
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega gli Affari regionali e alle Autonomie, Gianclaudio Bressa, e il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, sottoscrivono un Accordo preliminare che definisce principi e metodologie condivisi per l’attuazione dell’art. 116 terzo comma della Costituzione e che prefigura alcuni livelli significativi di autonomia sulle materie: lavoro, istruzione, salute, ambiente, rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni.
Consulta: Accordo preliminare del 2018
26 giugno: Approvazione della Legge n. 86 sull’Autonomia differenziata (c.d. Legge Calderoli)
La Legge n. 86 del 26 giugno 2024 definisce i principi generali per l'attribuzione alle Regioni di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, e per la modifica e la revoca delle stesse, nonché delle modalità procedurali di approvazione delle intese fra lo Stato e una Regione.
Per saperne di più:
10 ottobre: Avvio del negoziato con il Governo Meloni
In seguito all’entrata in vigore della Legge Calderoli, il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, riprende il negoziato con il Governo, avviato negli anni precedenti, avanzando formale richiesta all’esecutivo, il 25 luglio 2024, di maggiori competenze su otto delle nove materie cosiddette “non-LEP”.
Sulla base dei principi sanciti dall'articolo 119 e dal primo comma, lettera m, dell'articolo 117 della Costituzione, i LEP sono i “Livelli Essenziali delle Prestazioni” con riguardo a materie o ambiti di materie, riferibili ai diritti civili e sociali che devono essere garantiti equamente su tutto il territorio nazionale. In questa fase di rilancio del percorso per il conseguimento di maggiore autonomia, Regione Lombardia coinvolge i propri stakeholder in un confronto strutturato sulle diverse materie “Non-LEP”.
Nell’ottobre 2024, Regione Lombardia condivide con il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie e le Regioni Liguria, Piemonte e Veneto le modalità di lavoro per procedere congiuntamente nel percorso, predisponendo con gli stessi attori regionali un primo documento tecnico sulla materia Protezione civile trasmesso al Ministero il 18 novembre 2024.
03 dicembre: La sentenza della Corte Costituzionale sulla Legge Calderoli e sul Referendum abrogativo
La Corte Costituzionale, nelle motivazioni della sentenza n. 192/2024 pubblicata il 3 dicembre 2024, ritiene "non fondata" la questione di costituzionalità dell'intera legge n. 86/2024 - sollevata dalle Regioni Puglia, Campania, Toscana e Sardegna-, considerando invece "illegittime" specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo.
La Corte risponde con 107 pagine nelle quali con 52 dispositivi dà la sua posizione ufficiale. Dice per 25 volte che le questioni poste sono infondate, per 14 dice che sono inammissibili e pone 13 volte la questione su modifiche di articoli della legge.
Nei mesi a seguire, la Corte Costituzionale decide inoltre – con la sentenza n. 10/2025 - l’inammissibilità della richiesta di referendum abrogativo denominata “Legge 26 giugno 2024, n. 86, Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione: abrogazione totale”.In conclusione, la Legge Calderoli rimane vigente, con l’invito al Parlamento a modificare alcune sue parti. Le trattative con l'amministrazione centrale dello Stato sulle funzioni di materie non sottoposte a LEP possono pertanto proseguire.
Per saperne di più:
La prosecuzione del negoziato e gli ultimi sviluppi
In seguito ai pronunciamenti della Corte Costituzionale con le sentenze n. 192/2024 e n. 10/2025 sulla costituzionalità della legge 86/2024 e sull’inammissibilità del referendum sulla stessa, il contesto normativo è andato delineandosi con maggiore chiarezza. Regione Lombardia prosegue nel percorso già avviato, nel solco di quanto delineato dalle sentenze sopra richiamate.
In particolare, il lavoro continua, in accordo con il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie ed in raccordo con le altre tre regioni richiedenti autonomia, al fine di delineare il testo di una possibile intesa. A questo proposito, proseguono le interlocuzioni con i vari ministeri coinvolti.
18 novembre: Sottoscrizione dell’Accordo preliminare in merito all'intesa prevista dall’art. 116 Cost. su quattro materie
Il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sottoscrivono un Accordo preliminare finalizzato all’attribuzione di maggiori competenze alla Regione ai sensi dell’art. 116 terzo comma della Costituzione.
Il documento rappresenta il primo passo verso l’intesa definitiva che sarà poi sottoposta al Parlamento e si inserisce nel quadro normativo definito dalla legge n. 86/2024 e dalla sentenza n. 192/2024 della Corte Costituzionale. La pre-intesa riguarda le prime quattro materie per le quali non è necessaria la definizione preliminare dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni) o per le quali questi sono già stabiliti: Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa, Tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica.
Per saperne di più:
18 febbraio: Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri degli Schemi di d’intesa preliminare previsti dall’art. 116 Cost. su quattro materie
Il Consiglio dei ministri dà il via libera agli schemi d’intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto, finalizzati all’attribuzione di maggiori competenze alle Regioni richiedenti maggiore autonomia ai sensi dell’art. 116 terzo comma della Costituzione.
Gli schemi d’intesa preliminare che sono stati approvati sono due: il primo riguarda tre materie per le quali non è necessaria la definizione preliminare dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni): Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa; il secondo è relativo alla Tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica.
I successivi passaggi previsti dall’iter normato dalla Legge 86/2024 consistono nella trasmissione degli schemi alla Conferenza Unificata per l’acquisizione del relativo parere e, successivamente, alle Camere per la formulazione del parere e dell’atto di indirizzo.
Per saperne di più:
- “Autonomia: da Consiglio ministri via a pre-intese con quattro regioni”, su Lombardia Notizie
- “Schemi di intesa preliminare - sintesi”, quadro delle funzioni oggetto dell’Accordo, sul sito del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie
- Schema di intesa preliminare su protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa
- Schema di intesa preliminare su tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica
Rispettare l’ambiente anche con piccoli gesti
Questa schermata consente al tuo monitor di consumare meno energia quando il computer sta inattivo o quando ti allontani.
Per riprendere la navigazione ti basterà cliccare un punto qualsiasi dello schermo.