Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Sistema integrato 0 - 6 anni

Il finanziamento del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione da zero a sei anni

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Sistema integrato 0 - 6 anni

Con le finalità di qualificare e ampliare Il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita fino a sei anni, il Piano di Azione Nazionale Pluriennale mette a disposizione risorse, attraverso un apposito fondo nazionale, cui si aggiungono i co-finanziamenti regionali e delle Amministrazioni locali. 

In coerenza con le disposizioni del Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025, la Conferenza Unificata ha sancito le Intese sugli schemi di decreto per il riparto annuale del Fondo nazionale.

Nello specifico:

  • in data 4 agosto 2021, la Conferenza Unificata ha sancito l’Intesa (rep. atti 101/CU) sullo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione, “Riparto delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione 0-6 anni per l’esercizio finanziario 2021 (prima quota del finanziamento)”;
  • in data 9 settembre 2021, la Conferenza Unificata ha sancito l’Intesa (rep. atti 119/CU), sullo schema di decreto del Ministro dell’istruzione “Riparto delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione per gli esercizi finanziari 2021 (seconda parte del finanziamento), 2022 e 2023”;
  • in data 19 aprile 2023, la Conferenza Unificata ha sancito l’Intesa siglata (rep. atti n. 50/CU), sullo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito “Riparto delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione per l’esercizio finanziario 2023”, che ha rimodulato gli importi per l’annualità 2023 a seguito della riduzione dello stanziamento di Bilancio afferente al Fondo nazionale;
  • in data 21 settembre 2023, la Conferenza Unificata ha sancito l’Intesa (rep. atti 134/CU), sui criteri per il riparto delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione 0-6 anni per gli esercizi finanziari 2024 e 2025.

A seguire, il Ministero competente in materia di Istruzione ha approvato i decreti che dispongono il riparto delle risorse tra le Regioni.

 

L’articolo 6 del DLgs n. 65/2017 attribuisce alle Regioni funzioni e compiti in materia di attuazione del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita fino a sei anni:

  • programmazione e sviluppo del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione, sulla  base  delle  indicazioni  del Piano di Azione Nazionale Pluriennale ed in coerenza con le specifiche esigenze del proprio territorio;
  • definizione delle Linee d'intervento regionali per il supporto professionale al personale del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione, per quanto di competenza ed in raccordo con il Piano Nazionale di Formazione di cui alla legge n. 107/2015;
  • promozione dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali, d'intesa con gli Uffici Scolastici Regionali e le rappresentanze degli Enti locali;
  • sviluppo del sistema informativo regionale, in coerenza con il sistema informativo nazionale;
  • concorso al monitoraggio ed alla valutazione dell'Offerta educativa e didattica del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione; 
  • definizione degli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei Servizi educativi per l'infanzia nonché della disciplina per l’autorizzazione, l’accreditamento, la vigilanza e le sanzioni da applicare per le violazioni accertate.

Per dare attuazione alle competenze in materia di programmazione e per lo sviluppo del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita fino a sei anni, Regione Lombardia adotta un atto di programmazione, di norma pluriennale, che indica – nel rispetto delle disposizioni del Piano di Azione Nazionale Pluriennale ed in coerenza con le esigenze del territorio – le priorità d’intervento, i criteri per l’assegnazione a favore dei Comuni lombardi delle risorse del Fondo nazionale nonché modalità e criteri cui gli stessi Comuni devono attenersi ai fini dell’erogazione delle risorse ai Soggetti che forniscono i servizi. Con successivo decreto dirigenziale, che tiene conto delle disposizioni contenute nei decreti ministeriali di riparto delle risorse, è poi disposto il riparto delle risorse ai Comuni.

La programmazione regionale è incardinata negli atti di programmazione regionale, a partire dal Programma Regionale di Sviluppo, in coerenza con le leggi regionali in materia di Istruzione e di Politiche sociali.

In particolare, la programmazione regionale fa riferimento alle seguenti disposizioni:

  • attribuzione ai Comuni, per i gradi inferiori dell’Istruzione scolastica, delle finzioni di programmazione e gestione dei servizi di Istruzione (compresi i relativi servizi connessi e funzionali), espressione delle specifiche esigenze educative e formative del territorio e della connotazione territoriale della domanda; 
  • riconoscimento della funzione sociale delle Scuole dell’infanzia paritarie non comunali, con sostegno delle rispettive attività mediante un intervento finanziario regionale integrativo rispetto a quello comunale ed a qualsiasi altra forma di contribuzione prevista dalla normativa statale, regionale o da convenzione, al fine di contenere le rette a carico delle famiglie (legge regionale n. 19 del 6 agosto 2007 “Norme sul Sistema educativo di Istruzione e Formazione della Regione Lombardia” e smi, articoli 6, 7 e 7-ter);
  • sostegno alla corresponsabilità dei genitori negli impegni di cura e di educazione dei figli, anche attraverso l’azione degli Enti locali nell’organizzazione dei servizi per rimuovere gli ostacoli di ordine economico che impediscono il pieno sviluppo della persona nella famiglia (legge regionale n. 34 del 14 dicembre 2004, “Politiche regionali per i minori”);
  • previsione – tra i compiti delle Unità di Offerta sociale – della promozione di azioni volte al sostegno delle responsabilità genitoriali ed alla conciliazione tra maternità e lavoro (legge regionale n. 3 del 12 marzo 2008 "Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale”, così come modificata dalla legge regionale n. 23 dell’11 agosto 2015 “Evoluzione del Sistema sociosanitario lombardo: modifiche al Titolo I e al Titolo II della legge regionale 30 dicembre 2009, n. 33”).

La programmazione regionale è definita a seguito dell’approvazione dei decreti ministeriali di riparto delle risorse del Fondo nazionale.

Biennio 2024/2025

Per il biennio 2024/2025, la Giunta regionale ha approvato (con D.g.r. n. 2110 del 25 marzo 2024, come modificata dalla D.g.r. n. 2203 del 15 aprile 2024) la programmazione regionale delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione, sulla base dell’Intesa siglata in sede di Conferenza Unificata in data 21 settembre 2023 (relativa agli esercizi finanziari 2024 e 2025), che assegna alla Lombardia complessivamente euro 46.327.661,28 per l’annualità 2024 ed euro 45.261.937,00 per l’annualità 2025, demandando a provvedimenti dirigenziali conseguenti il riparto delle risorse del Fondo nazionale.

Le priorità di intervento della programmazione relativa alle annualità 2024 e 2025 sono orientate a sostenere le spese di gestione delle Istituzioni educative, per la prima infanzia comunali e non comunali, e delle Scuole dell’infanzia paritarie comunali e non comunali, a promuovere la diffusione dei Poli per l’Infanzia, a potenziare le Sezioni Primavera, a sostenere la qualificazione del personale educativo e docente e consolidare i Coordinamenti Pedagogici Territoriali, a favorire interventi per abbattere i costi sostenuti dalle famiglie, per il pagamento delle rette.

I contenuti della programmazione regionale per le annualità 2024 e 2025 sono stati preliminarmente condivisi in sede di Tavolo paritetico di coordinamento, costituito presso l’Ufficio Scolastico Regionale ai sensi dell’articolo 11 del Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025.

Con il decreto n. 6404 del 23 aprile 2024, sono stati approvati, per l’annualità 2024, l’elenco dei Comuni ammessi al contributo ed il riparto della quota del Fondo nazionale spettante a Regione Lombardia per l’esercizio finanziario 2024, quota che il decreto ministeriale n. 17 del 1° febbraio 2024 ha riparametrato in euro 44.181.400,72 (con una rimodulazione rispetto alle previsioni dell’Intesa siglata in sede di Conferenza Unificata il 21 settembre 2023). 

Successivamente, il decreto ministeriale n. 7 del 17 gennaio 2025 ha rideterminato da complessivi 288.800.000,00 euro a 275.709.896,00 euro lo stanziamento del Fondo nazionale per l’esercizio finanziario 2025 ed il conseguente riparto delle risorse tra le Regioni, assegnando alla Lombardia complessivamente 43.210.401,47 euro anziché 45.261.937,00 euro, con una riduzione pari a 2.051.535,53 euro.

Pertanto, la Giunta regionale, con D.g.r. n. 4119 del 24 marzo 2025, ha confermato, per l’annualità in corso, la programmazione regionale delle risorse del Fondo nazionale per il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione – in termini di criteri, priorità d’intervento ed indicazione ai Comuni ai fini della ripartizione a favore dei soggetti che operano sul territorio – ed ha demandato a provvedimenti dirigenziali l’effettivo riparto delle risorse assegnate.

Conseguentemente, il decreto n. 5663 del 18 aprile 2025 ha dato attuazione alla DGR n. 4119/2025, approvando, per l’annualità 2025, l’elenco dei Comuni ammessi al contributo ed il riparto della quota del Fondo nazionale spettante a Regione Lombardia per l’esercizio finanziario 2025.

Consulta gli atti

Triennio 2021/2023

La prima programmazione regionale attuativa del Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025 ha riguardato il triennio 2021/2023.

Anzitutto, la Regione ha approvato la programmazione regionale relativa alla prima quota del Fondo Nazionale per l’esercizio finanziario 2021, pari a 41,7 milioni di euro, confermando al Ministero dell’Istruzione – per la successiva erogazione – l’elenco di circa 1100 comuni beneficiari e gli importi ad essi spettanti nell’annualità 2020 (anno, come noto, fortemente caratterizzato dall’impatto della pandemia). Tale programmazione è stata definita in coerenza con Intesa (rep. atti 101/CU) sancita in sede di Conferenza Unificata in data 4 agosto 2021 e con il relativo decreto ministeriale, che prevedono che – al fine di assicurare alle Amministrazioni locali la liquidità funzionale alla gestione dei servizi nell’anno scolastico 2021/2022 – una prima quota del Fondo nazionale, pari a 264 milioni di euro a livello nazionale (che equivalgono, per Regione Lombardia, a 41,7 milioni di euro) fosse ripartita tra le Regioni in misura corrispondente a quanto disposto con il decreto ministeriale n. 53 del 30 giugno 2020 per l’annualità 2020.

Successivamente, la Giunta regionale ha approvato, con DGR n. 5618 del 30 novembre 2021, la programmazione per il triennio 2021/2023 (seconda quota di finanziamento per l’annualità 2021 ed annualità 2022 e 2023), definendo le priorità d’intervento, anche alla luce del perdurare dell’emergenza dovuta alla pandemia da COVID-19:

  • efficace e tempestivo sostegno alle Istituzioni educative per la prima infanzia e alle Scuole dell’infanzia paritarie comunali e private, a copertura delle spese di gestione, per l’abbattimento delle rette a carico delle famiglie e per la promozione dei Poli per l’Infanzia (anche in ottica di sinergia e complementarità con gli ulteriori finanziamenti statali);
  • qualificazione del personale educativo e docente, nonché promozione dei Coordinamenti Pedagogici Territoriali.

La programmazione regionale è stata preventivamente condivisa nei contenuti in sede di Tavolo paritetico di coordinamento, costituito presso l’Ufficio Scolastico Regionale, ai sensi dell’articolo 11 del Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025, nonché in sede di Tavolo regionale di confronto e monitoraggio, costituito dagli interlocutori istituzionali (ANCI Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale e Comune di Milano, insieme agli stakeholder territoriali).

L’attuazione della programmazione è stata demandata ad un atto dirigenziale: infatti, con decreto dirigenziale n. 17307 del 14 dicembre 2021, sono stati approvati l’elenco dei Comuni ammessi al contributo ed il riparto della quota del Fondo nazionale spettante a Regione Lombardia per l’annualità 2021 (seconda quota) e per ciascuna delle annualità 2022 e 2023.

Sono disponibili per la consultazione gli atti

Annualità 2023

Successivamente, la programmazione regionale per l’esercizio finanziario 2023 ha dovuto esser rimodulata: la legge n. 197 del 29 dicembre 2022 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e Bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025” ha infatti ridotto, da 309 a 304 milioni di euro complessivi, lo stanziamento del Fondo nazionale per l’esercizio finanziario 2023.

L’Intesa siglata (rep. atti n. 50/CU) in data 19 aprile 2023, in sede di Conferenza Unificata ed il successivo decreto ministeriale n. 82 del 9 maggio 2023, hanno recepito la rimodulazione delle risorse, ratificando il decremento (pari ad euro 887.124,37) della quota destinata a Regione Lombardia, che si riduce da euro 48.973.299,85 ad euro 48.086.175,48. 

Conseguentemente, la Giunta regionale, con D.g.r. n. 529 del 26 giugno 2023, ha recepito la riduzione della quota spettante a Regione Lombardia, confermando integralmente, al contempo, le disposizioni afferenti ai criteri per la programmazione regionale del Sistema Integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita sino a sei anni in Lombardia, alle relative tipologie prioritarie di intervento nonché ai criteri per l’assegnazione ai Comuni lombardi del Fondo nazionale. Il conseguente decreto dirigenziale n. 10390 del 10 luglio 2023 (disponibile in allegato) ha attuato le disposizioni della Giunta regionale, approvando l’elenco dei Comuni ammessi al contributo ed il riparto della quota del Fondo nazionale spettante a Ragione Lombardia per l’annualità 2023.

Sono disponibili per la consultazione gli atti

D.d.s. n. 6404 del 23 aprile 2024 e Allegato A

Documento PDF - 640.93Kilobyte

D.g.r. n. 5618 del 20 novembre 2021 e Allegato A

Documento PDF - 381.21Kilobyte

Circolare sistema educativo 0-6 anni – Piano nazionale pluriennale 2021/2025

Documento PDF - 73.71Kilobyte

D.d.s. 5663 del 18 aprile 2025

Documento PDF - 3.76Megabyte

D.g.r. n. 4119 del 24 marzo 2025

Documento PDF - 288.2Kilobyte

Il “Piano di Azione Nazionale Pluriennale per la promozione del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione 2021-2025” è stato adottato con deliberazione del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2021 e definisce la finalizzazione delle risorse disponibili per consolidare, ampliare e qualificare il Sistema integrato di Educazione e di Istruzione, nei limiti delle risorse del Fondo nazionale ed in relazione alle ulteriori risorse messe a disposizione dagli altri Enti interessati. 

Il Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025 conferma che il Ministero competente in materia di Istruzione provvede all'erogazione delle risorse del Fondo nazionale esclusivamente come cofinanziamento della programmazione regionale dei servizi educativi per l'infanzia e delle Scuole dell'infanzia, precisando che la quota di cofinanziamento a carico del Bilancio regionale non possa esser inferiore al venticinque per cento delle risorse assicurate dallo Stato per ciascuna annualità di riparto.

È inoltre ribadito che la programmazione regionale debba connettersi al raggiungimento degli obiettivi strategici di cui all'articolo 4 del decreto legislativo n. 65/2017 e che a tal fine appare necessario, per uno sviluppo omogeneo del Sistema integrato di Educazione e di Istruzione sul territorio nazionale, che una quota parte di risorse assegnate a livello regionale sia destinata a specifiche azioni, fatta salva la relativa attuazione delle stesse rimessa alle indicazioni presenti nelle programmazioni regionali.

La ripartizione delle risorse tra le Regioni è operata annualmente, sulla base del numero di iscritti, della popolazione di età compresa tra zero e sei anni e di eventuali esigenze di riequilibrio territoriale, nonché dei bisogni effettivi dei territori e della loro capacità massima fiscale. Inoltre – verificato l’ampio divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno nell’Offerta di servizi educativi per l’infanzia, rilevabile dall’ultimo rapporto ISTAT disponibile “Offerta di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia anno scolastico 2018/2019” – il Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025 dispone di destinare a finalità perequative una quota non inferiore al 20% delle risorse del Fondo nazionale. 

Infine, il Piano di Azione Nazionale Pluriennale 2021/2025 specifica gli interventi finanziabili e le loro finalità.

 

Ultimo aggiornamento: 02 Marzo 2026

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