Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Disabilità

Rete dei servizi per la disabilità

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Disabilità

Servizi offerti per la disabilità

Il sostegno alle persone con disabilità o non autosufficienti è basato sul principio del “prendersi cura”  e garantisce supporto anche alle famiglie, prestando particolare attenzione al contesto sociale in cui le persone sono inserite.

Con l’approvazione della LR 15/2016, Regione Lombardia promuove le condizioni di benessere e di inclusione sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico e disabilità complessa.

Di seguito sono elencati i principali servizi dedicati alle persone con disabilità offerti in Regione Lombardia ed erogati, a seconda del caso, dalle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), dalle Aziende Socio Sanitarie (ASST),  da enti erogatori socio-sanitari privati accreditati, dai Comuni (Servizi Sociali) e dal Terzo Settore competenti per territorio.

Spazio Disabilità

Spazio Disabilità è lo sportello informativo di Regione Lombardia che fornisce informazioni e consulenze gratuite e orienta i cittadini e le cittadine verso tutte le misure e i servizi disponibili in Lombardia in materia di disabilità, fragilità, assistenza socio assistenziale, agevolazioni e bonus, barriere architettoniche, turismo accessibile senza barriere.

Il servizio è presente in tutte le province della Lombardia e può essere contattato tramite telefono, email o di persona.

Vivere con una disabilità

L’accertamento e la certificazione della condizione di disabilità e/o non autosufficienza sono fondamentali per accedere ai servizi e ottenere i benefici previsti dalle leggi nazionali e regionali.

A tal fine è importante tenere presente anche le distinzioni tra:

-  la condizione di “disabilità gravissima”, che attiene alle persone beneficiarie dell’indennità di accompagnamento di cui alla legge n. 18/1980 o definite non autosufficienti ai sensi dell’allegato 3 del DPCM n. 159/2013;

- la condizione di “disabilità grave”, come definita ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 104/1992.

Benefici della legge 104/92 e accertamento della disabilità

La Legge 104/92 “per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” consente il riconoscimento di status di handicap grave che è  la situazione di svantaggio sociale che dipende dalla disabilità o dalla menomazione e dal contesto sociale di riferimento in cui una persona vive (art. 3 comma 1, Legge 104/1992) e che è diverso da quello di minorazione civile.

L'handicap viene considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione (art. 3 comma 3, Legge 104/1992).

Chi effettua il riconoscimento dello status di handicap

L'accertamento dell'handicap è effettuato dalle specifiche Commissioni Medico Legali operanti presso ogni Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST).

Si tratta delle stesse Commissioni che accertano le minorazioni civili, integrate dalla presenza di un operatore sociale ed eventualmente da uno specialista nella patologia da esaminare.

Dal 1 gennaio 2010, in forza dell’articolo 20 della Legge 102/2009, tali Commissioni sono integrate da un medico INPS quale componente effettivo; le eventuali visite di revisione sono effettuate direttamente dall’INPS.

Come si richiede il riconoscimento dello status di handicap

La richiesta di riconoscimento di handicap va presentata dall’interessato o da chi lo rappresenta legalmente (genitore, tutore, curatore) all’INPS territorialmente competente.

È necessario rivolgersi al proprio medico curante (medico certificatore) per il rilascio del certificato “introduttivo”. Tale certificato riporta i dati anagrafici, quelli della tessera sanitaria, il codice fiscale, l’esatta natura delle patologie invalidanti da cui il soggetto è affetto e la relativa diagnosi, nonché l’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto.

Il Medico inoltrerà direttamente il certificato all’INPS attraverso il servizio informatico dedicato. Dovrà rilasciare al cittadino il certificato firmato in originale e la ricevuta completa del codice identificativo della procedura attivata.

Il certificato dovrà essere esibito dall’interessato al momento della visita, mentre la ricevuta rilasciata dal Medico indicherà il numero di certificato che il cittadino dovrà riportare nella presentazione informatica di presentazione nella domanda affinché il sistema dedicato possa abbinare i due documenti.

Il certificato medico ha validità di 90 giorni pertanto, se il cittadino non provvederà a presentare la domanda ad INPS entro tale termine, lo stesso perderà validità e andrà quindi nuovamente richiesto al medico curante.

Ottenuto il certificato medico introduttivo il cittadino dovrà presentare la domanda di accertamento, solo per via telematica, sia attraverso il servizio online dal sito INPS, dopo aver acquisito il PIN (un codice numerico personalizzato che può essere richiesto direttamente dal sito dell’Inps, sezione dei Servizi online) o, in alternativa, attraverso gli enti abilitati: associazioni di categoria, (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS) patronati sindacali, CAAF.

Nella fase della presentazione della domanda il sistema abbinerà il certificato rilasciato dal medico (già presente nel sistema) alla domanda, generando una ricevuta con il protocollo della domanda.

Successivamente il cittadino riceverà comunicazione di invito a visita da parte della segreteria della Commissione Medico Legale dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di riferimento, riportante (data, orario, luogo di visita), le avvertenze riguardanti la documentazione da portare all’atto della visita (documento di identità valido; certificato originale firmato  dal medico certificatore; documentazione sanitaria, ecc.), e le modalità da seguire in caso di impedimento a presentarsi a visita, nonché le conseguenze che possono derivare dalla eventuale assenza alla visita.

Va ricordato che l'accertamento dell'handicap potrà essere richiesto anche contemporaneamente alla domanda di accertamento dell'invalidità: non sarà perciò necessario presentare due domande distinte.

Accertamento dell'alunno disabile ai fini dell'integrazione scolastica

Il riconoscimento dello status di alunno con disabilità viene effettuato, sulla base della documentazione presentata, dai collegi di accertamento, ossia commissioni composte da personale sanitario e tecnico esperto.

Modalità di accesso

La domanda di accertamento per il riconoscimento di stato di alunno con handicap deve essere presentata dal genitore o dall'esercente la potestà genitoriale dell’alunno che abbia già effettuato un inquadramento diagnostico e funzionale.

Per indicazioni di dettaglio sull’accesso al servizio si consiglia di consultare i siti web delle ATS / ASST di appartenenza.

Certificazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

L’attestazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) viene effettuata da equipe private autorizzate e titolate a rilasciare la relativa certificazione insieme alla rete delle Neuropsichiatrie dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubbliche e private accreditate.

Ciascuna ATS ha costituito, in base alle modalità definite da Regione Lombardia, degli elenchi a valore regionale in cui iscrivere i soggetti autorizzati a effettuare l’attività di prima certificazione diagnostica dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) valida ai fini scolastici, secondo quanto previsto dalla L. 170/2010.

Modalità di accesso

Per una prima diagnosi sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e per rivolgersi alle équipe private autorizzate è necessario consultare l’elenco dei soggetti idonei al rilascio di certificazione pubblicato sui siti web delle ATS / ASST di appartenenza. Tali elenchi sono validi su tutto il territorio regionale.

Raccordo Servizi Sanitari e Scuola 

I DSA rappresentano una condizione clinica evolutiva di difficoltà di apprendimento della lettura, della scrittura, e del calcolo che si manifesta con l'inizio della scolarizzazione. Si tratta di disturbi che coinvolgono uno specifico dominio di abilità, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Essi, infatti, interessano le competenze strumentali degli apprendimenti scolastici.

L’individuazione precoce delle difficoltà scolastiche consente di intervenire tempestivamente nei confronti dei bambini che manifestano un ritardo nell’acquisizione delle competenze adeguate all’età, apportando un beneficio in termini di rendimento e di benessere psicosociale. Quest’ultimo agisce a sua volta sul miglioramento delle abilità scolastiche, oltre che aumentare la resilienza dei bambini. Allo stesso tempo l’intervento da parte degli insegnanti favorisce un invio mirato per una valutazione presso le Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) dei casi che manifestano non solo difficoltà nell’area degli apprendimenti, ma anche una resistenza a specifici interventi di potenziamento e conseguente recupero

In tale ottica Regione con DGR XII/2531 del 20/5/2024 (in allegato) ha approvato un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia finalizzato alla costituzione ed allo sviluppo della rete Scuola – Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia  e dell’Adolescenza delle ASST/IRCCS in materia di disturbi specifici dell’apprendimento 

I servizi integrativi di supporto per l’inclusione scolastica degli studenti disabili sensoriali per l’anno scolastico 2017/2018

Regione Lombardia ha approvato le nuove Linee Guida (con DGR nr. 6832 del 30 giugno 2017) per lo svolgimento dei servizi di supporto all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, di cui ha assunto la diretta responsabilità.

In particolare, agli studenti con disabilità sensoriale che frequentano tutti gli ordini di scuola e i corsi di formazione professionale, in aggiunta ai servizi di supporto per l’inclusione scolastica sono destinati anche i seguenti servizi integrativi:

- l’assistenza alla comunicazione (a favore di studenti con disabilità visiva e/o uditiva);
- il servizio tiflologico;
- la fornitura di materiale didattico speciale e dei libri di testo.

I suddetti servizi di supporto all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità sensoriale in ogni ordine e grado di scuola, saranno gestiti dalle ATS (Aziende di Tutela della Salute), tramite operatori qualificati.

La domanda, corredata della documentazione (diagnosi funzionale) da cui emerge la necessità del servizio e dal modulo della privacy, può essere presentata direttamente dalla famiglia al Comune di residenza o all’Istituto scolastico frequentato. Ciò permette di dare l’avvio al percorso dell’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) di competenza che, dopo aver preso visione delle richieste caricate nel sistema informativo SiAge da parte del Comune, invierà alla famiglia interessata l’elenco degli operatori territorialmente qualificati (ritenuti idonei in seguito ad una manifestazione di interesse) affinché possa scegliere l’Associazione/Ente cui far seguire il proprio figlio durante l’anno scolastico 2017/2018.

Le modalità con cui le ATS costituiscono gli elenchi degli enti qualificati allo svolgimento degli interventi di inclusione scolastica per gli alunni e gli studenti con disabilità sensoriale per l’anno scolastico 2017/2018 sono state definite da Regione Lombardia con specifica delibera (DGR nr. 6971/2017 ).

Riconoscimento e promozione della lingua dei segni (LIS) e della lingua dei segni italiana tattile (LIS tattile)

Con la legge regionale n. 20/2016 la lingua dei segni (LIS) e la lingua dei segni italiana tattile (LIS tattile) sono state riconosciute nel territorio lombardo quali strumenti per l’inclusione sociale e per la piena accessibilità ai servizi a loro destinati delle persone sorde e sordocieche.

Le persone sorde o sordocieche e le loro famiglie possono inoltre scegliere liberamente quali modalità di comunicazione utilizzare per migliorare le condizioni di benessere e di inclusione sociale.

La disponibilità di risorse regionali su base annuale è pari a  € 150.000.

Per approfondimenti:  Lombardia Facile....oltre la disabilità

Trasporto scolastico

Gli studenti con disabilità fisica, intellettiva e sensoriale possono usufruire dei servizi di trasporto scolastico.

DGR 2351/2024

Documento PDF - 9.76Megabyte

Accesso e accoglienza in ospedale delle persone con disabilità

Molte strutture ospedaliere lombarde hanno attivato servizi per le persone con disabilità, in alcuni casi, anche specificamente dedicate alle disabilità sensoriali, al fine di accompagnarle alle prestazioni ambulatoriali e/o di ricovero.

Modalità di accesso

E’ possibile contattare l'U.R.P. (Ufficio Relazioni con il Pubblico) del proprio ospedale di riferimento o collegarsi ai siti web delle ASST  e/o della ATS per individuare i percorsi disponibili e le modalità di accesso.

Assistenza protesica

Il Sistema Sanitario Regionale (SSR) garantisce forniture protesiche e ortopediche ai cittadini affetti da particolari patologie che determinano una condizione di disabilità.

Strumenti tecnologicamente avanzati

Regione Lombardia sostiene le persone con disabilità nell’acquisto di strumenti tecnologicamente avanzati, aventi lo scopo di estendere le loro abilità potenziandone al contempo la qualità della vita.


Buoni e voucher per le persone con disabilità gravissima (Misura B1)

La Misura B1 è destinata alle persone in condizione di disabilità gravissima curate al proprio domicilio e prevede l’erogazione di buoni mensili e voucher.

Buoni e voucher per le persone con disabilità grave (Misura B2)

La Misura B2 è destinata alle persone in condizione di disabilità grave o comunque in condizioni di non autosufficienza al fine di favorire la permanenza al proprio domicilio e nel proprio contesto di vita.

Assistenza domiciliare integrata (ADI) 

L’ADI ha l’obiettivo di garantire la continuità ospedale-territorio attraverso percorsi di assistenza al domicilio che garantiscono alle persone non autosufficienti di migliorare la propria qualità della vita, di limitare i ricoveri in strutture residenziali e di supportare le loro famiglie nel lavoro di cura.

Modalità di accesso

Per accedere alle cure di ADI è consigliabile consultare i siti web delle ATS / ASST per conoscere in dettaglio le modalità e i criteri di accesso.

Voucher per le persone con disabilità

Si tratta di una misura attraverso la quale Regione Lombardia sostiene le persone con disabilità nei percorsi di autonomia attraverso il co-finanziamento dei Fondi comunitari.

Gli Ambiti territoriali e i Comuni danno attuazione a questa Misura realizzando per la persona con disabilità un Progetto individuale, previa valutazione multidimensionale, ed erogando un voucher annuale per assicurare le prestazioni necessarie alla realizzazione di percorsi educativi finalizzati all’incremento delle abilità e delle competenze della persona disabile affinché possa raggiungere livelli adeguati di autonomia nella vita quotidiana e nelle relazioni sociali.

Le strutture di tipo semiresidenziale accolgono durante il giorno le persone con disabilità con modalità specifiche a seconda della tipologia di centro di seguito indicate:

Centro Diurno per persone con disabilità (CDD)

È una struttura diurna funzionante per 35 ore settimanali, per 47 settimane all’anno e che accoglie disabili gravi in età compresa tra i 18 e i 64 anni (i minori infatti possono essere accolti in queste strutture solo eccezionalmente e a determinate condizioni).

Nel centro vengono erogate prestazioni socio-sanitarie, educative, riabilitative e socioriabilitative.

Centro Socio Educativo (CSE)

È una struttura diurna funzionante per 35 ore settimanali, per 47 settimane e destinata alle persone con disabilità e fragilità non sostenuti dal sistema socio-sanitario.

Nel centro vengono erogate prestazioni socio-educative e socio-animative che hanno lo scopo di stimolare l’autonomia personale, la socializzazione e il mantenimento del livello culturale delle persone con disabilità affinché possano favorire anche il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Servizio di Formazione all’Autonomia (SFA)

È un servizio diurno che eroga servizi socio-educativi aventi lo scopo di sviluppare nelle persone disabili le abilità utili a creare consapevolezza, autostima e autodeterminazione da utilizzare nel proprio contesto familiare, sociale e lavorativo.

Possono usufruire di questo servizio le persone disabili al di sotto dei 65 anni di età aventi discrete capacità relazionali, di adattamento e di comunicazione.

Modalità di accesso

L’accesso alle strutture semiresidenziali è solitamente promosso attraverso il Servizio Sociale del Comune di residenza della persona con disabilità. E’ inoltre possibile consultare i siti web delle ATS / ASST del proprio territorio.

Le strutture residenziali sono destinate a persone con disabilità che non hanno più la possibilità di rimanere in famiglia e che necessitano di un sostegno rispetto alla cura di sé, alla gestione della vita quotidiana, alla realizzazione di esperienze di vita in autonomia, allo sviluppo delle abilità sociali e alla riabilitazione.

Di seguito sono elencate le tipologie di residenze esistenti cui ci si può rivolgere in base ai propri bisogni e alle specifiche necessità.

Le Residenze Sanitario-Assistenziali per persone con disabilità (RSD) sono strutture residenziali che accolgono persone, di norma di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con grave disabilità, che necessitano di prestazioni a elevato grado di integrazione sanitaria di natura medica, infermieristica, educativa, riabilitativa e tutelare. I minori possono essere accolti in via eccezionale e a determinate condizioni.

Le Comunità Alloggio socio sanitarie (CSS), strutture residenziali che accolgono persone con grave disabilità. Si tratta di piccole comunità, che ospitano al massimo 10 utenti, diventano dimora abituale della persona offrendo al contempo interventi di tipo assistenziale, educativo, ricreativo e terapeutico personalizzati.

Le Comunità Alloggio per disabili offrono soluzioni residenziali fino a 10 posti letto per l’accoglienza di persone disabili di norma con età compresa tra i 18 e i 64 anni, che presentano livelli di fragilità non ricompresi tra quelli riconducibili al sistema sociosanitario.

 Modalità di accesso

L’ingresso in queste strutture può essere promosso attraverso il Servizio Sociale del Comune di residenza della persona con disabilità, oppure direttamente su interesse della famiglia. E’ inoltre possibile consultare i siti web delle ATS / ASST del proprio territorio.

Il Programma “Dopo di noi” è un percorso di “emancipazione” dalla famiglia d’origine per le persone con disabilità previsto dalla Legge 22 giugno 2016, n. 112 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare".

Obiettivo principale è quello di garantire la massima autonomia e indipendenza delle persone con disabilità, consentendo loro, per esempio, di continuare a vivere - anche quando i genitori non possono più occuparsi di loro - in contesti il più possibile simili alla casa familiare o avviando processi di deistituzionalizzazione.

Destinatari delle misure di assistenza, cura e protezione sono le persone con disabilità grave (riconosciuta ai sensi dell’Art. 3 comma 3 della Legge 104/1992) non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale. I destinatari della misura sono pertanto le persone con disabilità grave – ovvero accertate con disabilità grave ai sensi art.3, comma 3, Legge 104/1992, prive del sostegno familiare.

Con DGR XI/ 4749 del 24 maggio 2021 è stato approvato il Programma operativo regionale relativo alle risorse Fondo dopo di Noi 2020 con uno stanziamento complessivo di Euro 13.323.860,00 interamente trasferiti alle ATS per la successiva erogazione agli Ambiti territoriali previa approvazione di specifici piani locali attuativi del programma degli interventi.

Regione Lombardia, con DGR XI/3972 del 2 dicembre 2020, ha investito risorse proprie per euro 400.000,00, introducendo un’importante azione formativa e informativa di sistema che accompagna l’attuazione del secondo programma operativo regionale Dopo di NOI disciplinato dalla DGR 3404 del 20 luglio 2020 destinati a operatori di ATS, ASST, Uffici di Piano, amministratori locali, alle stesse persone con disabilità, alle loro famiglie e associazioni per rafforzare la prospettiva e le competenze necessarie alla piena attuazione della presa in carico “durante Noi” nella logica del “Dopo di Noi”.

La declinazione attuativa a livello regionale del fondo prevede interventi di carattere:

  • infrastrutturale;
  • gestionale.

Gli interventi si inseriscono nel contesto complessivo delle politiche regionali a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Nell’ottica di sostenere le persone con disabilità e i loro familiari, a partire dalla formulazione di un progetto di vita condiviso da realizzare attraverso la definizione del budget di progetto, assume una funzione sostanziale la valutazione multidimensionale quale metodologia finalizzata ad indagare, lo stato di salute fisica, psichica e sociale della persona, conoscerne le potenzialità, i bisogni e le aspettative così da poter programmare una serie coordinata ed integrata di interventi finalizzati all’avvio di un progetto di co-abitazione, con l’uscita dai contesti di vita originari (genitori-famiglia-servizi residenziali) verso soluzioni abitative di carattere famigliare, quando è appropriato.

I sostegni sono erogati attraverso gli Ambiti territoriali/Comuni, previa valutazione multidimensionale e predisposizione del Progetto Individuale, che deve essere sottoscritto dalla persona con disabilità e/o dalla famiglia, con individuazione del case manager.

Nella XI legislatura è stato approvato il primo Piano Operativo Regione dell’Autismo per il biennio 2021-2023 (Delibera regionale n. 5415 del 25 ottobre 2021) in cui è presente un quadro programmatorio che mette al centro la persona con i suoi bisogni specifici, tenendo conto di quanto possano cambiare i bisogni della persona nell’arco delle varie fasi del ciclo di vita.

A fianco di questo importante provvedimento vi sono altre programmazioni regionali che mettono al centro la persona autistica e la sua famiglia e orientano gli interventi verso soluzioni modulabili e flessibili perché possano accompagnare il suo percorso evolutivo. Prosegue l’impegno atto a garantire e implementare, oltre all’assistenza sanitaria e i percorsi abilitativi/riabilitativi, gli interventi e le attività di inclusione a tutti i livelli: dalla scuola alla vita relazionale, dal lavoro all’abitare in autonomia.

Si citano a tal proposito:

  • Fondo Non Autosufficienza (Delibera regionale n. 7751 del 28 dicembre 2022) che finanzia interventi di natura monetaria (contributo mensile a favore della grave e gravissima disabilità) e interventi di natura tutelare ed educativa (voucher sociosanitario e voucher autismo, nonché il voucher sociale minori/adulti);
  • Piano Regionale Dopo di Noi con la programmazione delle risorse per l’annualità 2021 (Delibera regionale n. 6218 del 4 aprile 2022) che individua percorsi di accompagnamento all’abitare in autonomia ponendo le basi alla consapevolezza che i nostri ragazzi diverranno adulti e “spiccheranno il volo”.

I prossimi passi riguardano l’attuazione di due programmazioni a favore delle persone con autismo:

  1. Sperimentazione del Fondo Unico Disabilità nell’esperienze dell’abitare in autonomia nel percorsi del Dopo di Noi (Delibera regionale n. 7429 del 30 novembre 2022)
  2. Percorsi innovativi di inclusione e socializzazione rivolti in modo particolare alle persone autistiche in cui saranno coinvolti l’intera cittadinanza e i contesti di vita (Delibera regionale n. 7504 del 17 dicembre 2022).

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