Il programma
Con l'acronimo P.I.P.P.I. (Programma di Interventi per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) ci si riferisce al personaggio televisivo di Pippi Calzelunghe, figura simbolica che esprime le infinite potenzialità dei bambini e le capacità di far fronte in maniera positiva alle difficoltà.
La finalità del programma è di innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette “negligenti” al fine di ridurre il rischio di maltrattamento e il conseguente allontanamento dei bambini dal nucleo familiare, articolando le aree del sociale, sanitario, educativo-scolastico e tenendo in ampia considerazione la prospettiva dei genitori e dei bambini stessi nel costruire l’analisi e la risposta a questi bisogni. Obiettivo primario è dunque aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo.
Il programma infatti riconosce la vulnerabilità socio-familiare come uno spazio di speciale opportunità per mettere in campo interventi orientati alla prevenzione, inserendosi sia nella normativa nazionale che internazionale, allo scopo di sperimentare azioni in grado di sviluppare una genitorialità positiva.
P.I.P.P.I. è stato avviato nel contesto della attuale legislazione europea (CRC1989, EU2020Strategy, REC.2006/19, REC. 2013/778), che riconosce il sostegno alla genitorialità come strategia essenziale per «rompere il circolo dello svantaggio sociale e assicurare ai bambini una buona partenza nella vita» e della L. 149/2001 che sottolinea l’importanza di far crescere i bambini all’interno delle famiglie.
P.I.P.P.I. si inquadra inoltre all’interno dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, è stato stabilizzato all’interno delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza per i prossimi anni e viene finanziato attraverso il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS).
Dopo 10 anni di azioni sperimentali, P.I.P.P.I. è divenuto parte integrante del sistema dei servizi come dimostra la recente approvazione del Piano Sociale Nazionale in cui è prevista l’attivazione di un LEPS.
Sono coinvolti nella gestione del programma:
- la Regione, con il ruolo di coordinatore e di vigilanza sull’attuazione delle linee di indirizzo ministeriali;
- l’Ambito territoriale, che ha la responsabilità di garantire l’attivazione delle misure previste dal progetto;
- il Gruppo Scientifico che ha la responsabilità tecnico-scientifica dell’implementazione del programma.
Annualità
Contatti
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Direzione Generale Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità
Dirigente: Roberto DaffonchioReferente:
Lara Lagonegro - lara_lagonegro@regione.lombardia.it
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