Convegno "Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività” - 24 settembre 2025
La Delegazione di Regione Lombardia a Bruxelles ha organizzato, lo scorso 24 settembre 2025, il convegno “Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività” presso la sede del Comitato Europeo delle Regioni a Bruxelles.
L’obiettivo principale del convegno era quello di interrogarsi su come affrontare le nuove sfide legate alla competitività, alla transizione ecologica e digitale, alla ricerca e alle competenze, al diritto a rimanere, all’agricoltura e alla sicurezza alimentare, condividendo l’obiettivo comunitario di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale tra i paesi dell'UE.
Il convegno, che ha visto la partecipazione del presidente Fontana e di una folta delegazione istituzionale lombarda, ha chiamato a raccolta una platea di oltre 200 stakeholder e rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, tra cui numerosi europarlamentari ed i principali attori lombardi dell’economia e dell’impresa, giunti a Bruxelles con la delegazione regionale. “È il sistema lombardo che preme sulle istituzioni europee”, ha detto il governatore della Lombardia sferzando l’esecutivo europeo su diversi temi cruciali, a cominciare dal paventato ridimensionamento delle Regioni.
Oltre al presidente Attilio Fontana, diversi membri della Giunta lombarda hanno partecipato a momenti di confronto sui temi di competenza con stakeholder e rappresentanti delle istituzioni europee: il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Bilancio, Marco Alparone, gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico). Presenti anche Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento).
La giornata si è aperta con i saluti istituzionali di S.E. l’Amb. Vincenzo Celeste, Rappresentante Permanente dell’Italia presso l’UE e di Alberto Cirio, Presidente della Commissione ECON del Comitato Europeo delle Regioni. Dopo l’introduzione del presidente Fontana, ha visto un dialogo tra Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alle Relazioni internazionali ed europee, e Daniel Gros, Direttore Institute for European Policymaking, Università Bocconi dal titolo “Un’Europa in trasformazione: i driver del cambiamento”.
A seguire, sono state affrontate le principali tematiche di interesse europeo mediante 6 sessioni di lavoro, che hanno coinvolto gli Assessori regionali ed i principali stakeholder lombardi:
- “Manifattura, competitività e autonomia strategica”
- “Diritto a rimanere: l’esperienza della Strategia delle Aree interne in Lombardia e la sfida dell’housing a prezzi accessibili”
- “La sfida delle competenze: ricerca, università, formazione, lavoro”
- “Nuovo MFF, bilancio regionale e strumenti finanziari”
- “Ambiente, sistemi verdi, competitività, sostenibilità”
- “Agricoltura e sicurezza alimentare”
A conclusione dell’evento, una sintetica restituzione dei lavori delle sessioni parallele ha preceduto gli interventi di chiusura di Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme, di Antonella Sberna, Vicepresidente del Parlamento Europeo e di Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia.
Togliere alle Regioni la gestione dei fondi è contro ogni logica
“Togliere alle Regioni la gestione dei fondi – ha evidenziato Fontana – va contro ogni logica di buonsenso e penalizza soprattutto sistemi virtuosi come quello lombardo. Regione Lombardia è più efficiente dello Stato italiano e accentrare a Roma la negoziazione e la programmazione delle risorse significherebbe restare invischiati nel pantano e nelle lentezze tipiche del centralismo. La Lombardia ha dimostrato di gestire con efficacia i fondi Ue: l’Europa dovrebbe premiare i territori più meritevoli, e anzi sarebbe opportuno che le risorse comunitarie non spese vengano redistribuite alle Regioni che sanno investire a beneficio dei cittadini”.
Senza fondi di coesione salta modello lombardo
La nuova proposta della Commissione Europea prevede che le politiche di coesione e quelle agricole (PAC) incidano su circa la metà del totale delle risorse disponibili, mentre nella precedente programmazione incidevano sui 2/3 del bilancio europeo. “Il modello lombardo – ha proseguito Fontana – primeggia in Italia e in Europa anche grazie alla nostra capacità di trasformare i fondi europei in progetti concreti negli ambiti della formazione, della politica industriale o del sostegno all’agricoltura. Senza i fondi di coesione salterebbe il modello lombardo e questo non conviene a nessuno, né all’Europa né al Governo centrale, al quale ogni anno cediamo 56 miliardi di euro di residuo fiscale, ovvero risorse che dalla Lombardia prendono la strada di Roma senza alcun ritorno in termini di servizi e investimenti per il nostro territorio”.
Fontana: ‘lombardizzare’ il Paese per diffondere buone pratiche
Fontana ha riaffermato il protagonismo della Lombardia sugli scenari globali. “Siamo la prima Regione manifatturiera d’Europa – ha sottolineato il governatore – e motore economico del Continente. Occorre agevolare e non ostacolare la competitività che siamo in grado di esprimere. Il nostro ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, con il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo del lavoro e associazioni di categoria, è unico. ‘Lombardizzare’ il resto del Paese sarebbe auspicabile. Questo significherebbe, infatti, estendere a tutti le buone pratiche attuate in Lombardia, la capacità di mettere a terra gli investimenti, di fare rete con tutti i soggetti, di trovare soluzioni rapide ed efficaci, di innovare e progettare il futuro”.
“Per correre però – ha aggiunto il governatore – allentare la morsa della burocrazia è sempre più necessario. Allo stesso modo è fondamentale che l’Ue corregga gli errori commessi in tema di green deal. Serve pragmatismo, direi pragmatismo lombardo, e non ideologismo”.
Su automotive, dalla Ue solo scelte ideologiche
Il riferimento del governatore è alle politiche industriali messe in campo dalla Commissione Ue. “Il caso dell’automotive è emblematico – ha aggiunto Fontana – e racconta di un settore sostanzialmente distrutto da scelte ideologiche folli. La Lombardia è stata la prima a lanciare l’allarme con l’assessore Guidesi. Ora occorre correggere la rotta e lavorare alle politiche ambientali con un sano gradualismo, rispettando principi di sostenibilità economica e sociale”.
Cattaneo: Lombardia chiede pragmatismo a Bruxelles per vincere la sfida della competitività
Il sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo è stato invece protagonista del primo panel della giornata. “Di fronte al nuovo scenario geopolitico – ha sottolineato – l’Europa deve riaffermare il proprio ruolo di protagonista, sia sul piano economico sia nella promozione della pace. Per raggiungere questo obiettivo occorre superare gli eccessi ideologici del passato e adottare politiche pragmatiche a sostegno della competitività. Al tempo stesso, l’Unione deve riscoprire il principio fondante di un’Europa costruita dal basso. Un’Europa in grado di valorizzare le diversità senza ricorrere a soluzioni burocratiche imposte dall’alto. In linea con il motto ‘Unita nella diversità’, è essenziale riconoscere e promuovere le specificità di ogni territorio”.
Cirio (governatore Piemonte): Regioni devono far sentire la loro voce
Ai lavori ha partecipato anche Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e presidente della Commissione Econ del Comitato Europeo delle Regioni. “La Lombardia – ha affermato – potrebbe dare lezioni a qualche istituzione europea su come si investe in competitività, tecnologia e innovazione. È paradossale che la Commissione Europea voglia toccare proprio ciò che funziona, ovvero le politiche di coesione. La riduzione delle risorse per i fondi di coesione è motivo di forte preoccupazione. E’ un errore pensare che centralizzare significhi semplificare, quando spesso è vero il contrario, non solo in Europa ma anche in Italia. Abbiamo la necessità di far sentire coralmente la nostra voce. Affondare l’Europa delle Regioni significa mettere a rischio la credibilità stessa dell’Unione”.
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