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Digitalizzazione, sostenibilità ed efficienza energetica: leve strategiche per il Made in Italy

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Data inserimento:
27 Febbraio 2026

Digitalizzazione, sostenibilità ed efficienza energetica: leve strategiche per il Made in Italy

Imprese, istituzioni ed esperti si sono riuniti a Roma in occasione del convegno promosso da Kyoto Club, mettendo al centro 35 buone pratiche già operative sul mercato. Esperienze concrete che dimostrano come sostenibilità e competitività non siano obiettivi contrapposti, ma leve strategiche integrate per il sistema produttivo italiano.

L’incontro del 26 febbraio 2026 https://www.kyotoclub.org/it/media-e-documenti/rapporti-e-documenti/2026/02/26/digitalizzazione-ed-efficienza-energetica-online-gli-atti-del-convegno-kyoto-club ha rappresentato un momento di confronto operativo: non solo analisi di scenario, ma modelli di business replicabili, strumenti normativi e soluzioni tecnologiche capaci di accelerare la transizione energetica e digitale.

PNIEC e transizione: l’efficienza è la sfida più complessa

Nel dibattito sul Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) è emersa una evidenza chiara: se i target sulle fonti rinnovabili appaiono raggiungibili, quelli sull’efficienza energetica restano i più sfidanti.

L’Italia opera in un contesto regolatorio “matriciale”, che intreccia obiettivi ambientali, neutralità tecnologica e sostenibilità della finanza pubblica. In questo quadro si inserisce il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026 n. 5, in vigore dal 4 febbraio 2026, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III).

Il provvedimento fissa per l’Italia un obiettivo del 39,4% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, in coerenza con il target europeo del 42,5%, introducendo importanti novità normative e procedurali.

Settore termico e edilizia: obiettivi ambiziosi e nuovi modelli finanziari

Particolare attenzione è rivolta al settore termico, dove la quota di rinnovabili dovrà passare dal 20% al 36% entro il 2030. Revisioni statistiche e dinamiche macroeconomiche rendono il percorso complesso, mentre strumenti di monitoraggio come le piattaforme del GSE - Gestore dei Servizi Energetici e i rapporti di ENEA consentono di leggere con maggiore precisione l’evoluzione dei trend.

Sul fronte edilizio, il recepimento delle direttive europee sull’efficienza energetica e sulle cosiddette “Case Green” comporterà un ampliamento significativo degli obblighi di riqualificazione, coinvolgendo una platea molto più ampia di edifici pubblici. Una trasformazione che difficilmente potrà essere sostenuta esclusivamente con risorse pubbliche e che richiederà modelli finanziari e amministrativi innovativi.

Il Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, elaborato con il supporto tecnico di ENEA, è stato trasmesso in versione preliminare e avviato alla consultazione pubblica, primo passo di un confronto destinato a coinvolgere anche la Commissione europea.

Efficienza energetica: leva industriale e sociale

Dal convegno emerge un messaggio netto: digitalizzazione ed efficientamento energetico non sono meri obblighi normativi, ma vere leve industriali.

Le 35 pratiche presentate – senza logiche premiali o competitive – evidenziano che:

  • oltre il 50% dei progetti registra un tempo di ritorno dell’investimento inferiore ai tre anni;
  • i benefici sono energetici, ma anche reputazionali e organizzativi;
  • l’efficienza migliora la stabilità dei costi, la qualità del lavoro e il valore degli asset.

Nel settore edilizio, interventi di riqualificazione profonda hanno mostrato riduzioni dei consumi tra il 62% e il 67%, incrementi del valore immobiliare fino al 40% e impatti sociali positivi, tra cui bollette più prevedibili e maggiore coesione urbana.

Modelli innovativi come il progetto Corelli, avviato nel 2013 a Milano, confermano il valore della coprogettazione con i residenti: condivisione dei dati energetici e partecipazione attiva rendono gli interventi più efficaci e replicabili, favorendo un approccio “di quartiere” scalabile.

Industria, elettrificazione e recupero energetico

Nel manifatturiero, l’elettrificazione dei consumi termici sta accelerando, con tecnologie capaci di raggiungere stabilmente temperature tra 140°C e 150°C. Un passaggio decisivo per la decarbonizzazione dei processi a bassa e media temperatura.

Due casi aziendali – un prosciuttificio e un’impresa del settore materie plastiche – hanno registrato:

  • riduzioni dei consumi energetici del 60-65%;
  • tagli di spesa fino al 75%;
  • maggiore sicurezza energetica.

Il recupero dei cascami termici, l’integrazione con il fotovoltaico e soluzioni ibride potrebbero generare un potenziale risparmio stimato in 5 miliardi di metri cubi di gas su scala nazionale.

Giovanna Ricuperati, Presidente di Confindustria Bergamo, intervenuta in collegamento remoto, ha evidenziato il ruolo strategico di Bergamo nel panorama industriale nazionale ed europeo.

«Bergamo – ha sottolineato – rappresenta un hub manifatturiero di primaria importanza: il 25% del PIL e dell’occupazione del territorio è legato alla manifattura. Il distretto elettrico conta oltre 140 imprese e una filiera altamente specializzata che realizza il 60% dei componenti base del settore».

Il progetto presentato punta a consolidare e rafforzare il posizionamento internazionale del territorio, attraverso un ecosistema integrato che combina formazione avanzata, laboratori per la certificazione rapida dei prodotti, sviluppo di competenze tecniche ad alta specializzazione e una strategia mirata di attrazione di talenti e investimenti. Un modello che ambisce a trasformare la forza industriale locale in un vantaggio competitivo stabile e scalabile sui mercati globali.

Governance e finanza: dalla sperimentazione alla scala industriale

Dal confronto tra istituzioni e operatori è emersa l’urgenza di passare dalla fase pilota a una dimensione “super-industriale”, capace di aggregare competenze, capitali e filiere.

Ilaria Bertini (ENEA) ha sottolineato la necessità di coordinamento tra attori della filiera e strumenti finanziari innovativi, come l’“Energy Efficiency Financing Coalition Hub”, per attrarre capitali privati e fondi pensione.

L’eurodeputata Annalisa Corrado ha richiamato l’attenzione sul rischio di deregolamentazione europea e sull’esigenza di una governance integrata delle transizioni digitale ed energetica, fondata su semplificazione normativa, efficienza e sicurezza strategica.

Le tre priorità emerse

  1. Energia e costi – L’elettrificazione è centrale, ma i costi energetici italiani restano superiori di circa il 30% alla media UE: è necessaria una visione di lungo periodo.
  2. Frammentazione industriale – Serve una regia capace di aggregare le PMI e creare massa critica.
  3. Digitale e IA – Le tecnologie sono disponibili; il vero limite è la velocità di applicazione su larga scala e la formazione di competenze adeguate.

La variabile tempo

L’Italia dispone di know-how, distretti industriali e tecnologie di livello internazionale. Ma senza una strategia stabile, scalabile e rapida, il rischio è perdere competitività.

L’efficienza energetica non è più soltanto un obbligo normativo: è una scelta strategica che può diventare leva industriale, sociale ed economica. E la variabile tempo sarà decisiva.

 


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