Con deliberazione 4658 dell’01/07/2025, la Giunta Regionale ha approvato il Piano AIB 2025-2028, redatto ai sensi dell’art. 3 della Legge 21 novembre 2000, n. 353 e dell’articolo 15 della legge regionale 29 dicembre 2021, n. 27 "Disposizioni regionali in materia di protezione civile”.
Il Piano AIB analizza le cause determinanti ed i fattori predisponenti l'incendio, definisce le aree a rischio di incendio boschivo, raccoglie i dati delle aree percorse dal fuoco, individua i periodi a rischio di incendio boschivo e gli indici di pericolosità, analizza le azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco di incendio, definisce le esigenze formative e la relativa programmazione, illustra la previsione economico-finanziaria delle risorse disponibili per l’attività antincendio e definisce le procedure per la lotta attiva contro gli incendi boschivi.
Comunità Montane, Parchi, Province, Città Metropolitana di Milano promuovono la Pianificazione a scala locale individuando gli interventi di prevenzione degli incendi boschivi, censiscono la consistenza e la localizzazione dei mezzi, degli strumenti e delle risorse umane, individuano le vie di accesso, i tracciati spartifuoco e le fonti di approvvigionamento idrico.
I dati relativi alle aree percorse dal fuoco sono disponibili sul link dedicato del Geoportale regionale.
Regione Lombardia dispone di un contratto pluriennale di servizio AIB per mezzi aerei regionali, con una base permanente attiva tutto l’anno e la possibilità di attivare ulteriori basi supplementari con più elicotteri, in funzione delle necessità operative e del livello di rischio.
La prevenzione
La prevenzione degli incendi boschivi comprende gli interventi e le azioni che agiscono sui fattori predisponenti e su tutti quei fattori che possono favorire il controllo del fronte di fiamma entro limiti accettabili.
La prevenzione diretta ha lo scopo di:
- ridurre la severità, l’intensità e la velocità di propagazione del fuoco ed aumentare la resistenza e resilienza dei servizi ecosistemici forniti dai popolamenti forestali
- mitigare il pericolo incendi nelle aree di interfaccia urbano-forestali
- aumentare l’efficacia e la sicurezza delle operazioni antincendio nelle infrastrutture di supporto alla lotta attiva.
Per raggiungere tali scopi, si possono effettuare interventi diretti sulla struttura della vegetazione (orizzontale e verticale), sulla quantità di biomassa combustibile presente nei vari strati (lettiera e necromassa, erba, arbusti bassi ed elevati, chiome) e sulla composizione specifica, favorendo le specie meno infiammabili, con il fine di modificare il comportamento del fuoco ed i suoi effetti.
La prevenzione indiretta rappresenta l’attività di prevenzione rivolta al controllo delle cause determinanti gli incendi boschivi.
Si tratta quindi dell’insieme di attività di informazione e formazione rivolte alla popolazione ed agli operatori del settore agroforestale, finalizzate sia alla riduzione delle probabilità di innesco, sia al comportamento da tenere in caso di incendio boschivo.
La previsione
La previsione di rischio incendi boschivi è affidata al Centro Funzionale di Monitoraggio Rischi Naturali (CFMR) (inserire link alla pagina sul CFMR), che elabora un’analisi quotidiana sull’intero territorio regionale, utilizzando come dati la previsione di pericolo elaborata da ARPA Lombardia (Bollettino di Vigilanza AIB), la vulnerabilità e suscettibilità del territorio agli incendi boschivi, la condizione e lo stato del combustibile e della vegetazione, la situazione pregressa e in corso di incendi boschivi registrati sul territorio. Tutti questi fattori confluiscono nella definizione del livello di criticità/codice colore emesso dal CFMR per ogni zona omogenea in cui è stato suddiviso il territorio regionale, che può variare dal verde al rosso e comunicato mediante diversi canali (SMS, PEC, PEO) a tutti i componenti del sistema antincendio boschivo della Lombardia e mediante app e webapp allertaLOM anche a tutti i cittadini. Il CFMR assicura l’interpretazione integrata di dati e bollettini, nonché dei modelli e dei sistemi di supporto alle decisioni, raccogliendo anche le valutazioni dei Presidi territoriali.
La lotta attiva
La lotta attiva contro gli incendi boschivi prevede le azioni di ricognizione, sorveglianza, avvistamento, verifica allarme, spegnimento e bonifica.
I soggetti coinvolti sono gli Enti locali di riferimento (Comunità Montane, Parchi, Province, Città Metropolitana di Milano) che coordinano il Volontariato Organizzato di Protezione Civile (VOPC) (link alla pagina del Volontariato), specializzato in antincendio boschivo.
Alle attività di prevenzione e lotta attiva concorrono anche, in base ad apposite convenzioni, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Arma dei Carabinieri.
La lotta contro gli incendi boschivi non si esaurisce nel presidio del territorio, ma costituisce un sistema integrato di azioni tecniche, organizzative e culturali che spaziano dalla gestione forestale alla sorveglianza, dalla pianificazione alla sensibilizzazione della popolazione, fino al coordinamento tra tutte le istituzioni competenti.