Il Piano Strategico di Legislatura
Il tema dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose non è più relegato a poche Regioni del sud, ma ha, da tempo, permeato anche le economie del nord Italia.
In Regione Lombardia risultano censiti più di tremila immobili confiscati alla criminalità organizzata, la metà circa dei quali già destinati agli enti territoriali e al demanio dello Stato, mentre i restanti ancora in gestione dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) o dei Tribunali.
Quella dei "beni confiscati" costituisce un'importante tematica affrontata dalla legge regionale 24 giugno 2015, n. 17 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità organizzata e per la promozione della cultura della legalità), che, all’art. 23, come sostituito dall'art. 1 della l.r. n. 30/2022, indica gli interventi, anche di carattere finanziario, che la Regione sostiene per il recupero, la valorizzazione e il riutilizzo dei beni stessi, supportando, a tal fine, gli enti locali e gli Enti del terzo settore.
Con tale legge, Regione Lombardia ha inteso impostare una strategia di intervento che, partendo dall'analisi degli elementi di criticità che determinano l'eccessivo prolungarsi dei tempi di destinazione e utilizzo dei beni confiscati, cerca, con un approccio coordinato, di contrastarli e superarli.
Il Piano Strategico di legislatura (approvato dalla Giunta Regionale con Deliberazione n. 1923 del 2024) individua le linee programmatiche di azione e gli obiettivi specifici, da conseguire nel corso della Legislatura per la valorizzazione e il reinserimento nel circuito civile e sociale dei beni confiscati, attraverso:
- il rafforzamento e l'ampliamento del partenariato istituzionale, produttivo e sociale (Sistema Lombardia);
- la realizzazione di investimenti nelle competenze e nella capitalizzazione delle esperienze;
- la ricerca di nuove fonti di finanziamento per il recupero dei beni confiscati;
- la misurazione del valore sociale dei beni confiscati e dell'impatto sociale del loro utilizzo;
- il potenziamento della gestione sovracomunale dei beni confiscati;
- la valorizzazione della conoscenza anche attraverso attività di comunicazione;
- l'individuazione di buone pratiche di riuso dei Beni confiscati;
- la valutazione di possibili interventi per favorire il risanamento delle aziende confiscate.
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