L'allevamento di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina occupa un posto strategico, dal punto di vista economico e sociale nell'agricoltura dell'Unione e apporta un contributo al patrimonio culturale di quest'ultima. Il modo migliore per promuovere la riproduzione degli animali di talune specie è incoraggiare l'utilizzo di animali riproduttori di razza pura o suini ibridi riproduttori di riconosciuta qualità genetica elevata e al contempo di salvaguardare la biodiversità e la produzione di prodotti regionali tipici di qualità in base alle caratteristiche qualitative ereditarie specifiche delle razze locali.
Nell'ambito delle loro politiche agricole gli Stati membri si sono sempre adoperati per promuovere la produzione di animali dotati di particolari caratteristiche genetiche, stabilendo determinati parametri, anche tramite investimenti pubblici.
La Riproduzione degli animali di dette specie è perciò normata dall’Unione Europea per garantire regole uniformi (zootecniche e genealogiche) nella realizzazione del miglioramento genetico, nella conservazione della biodiversità, negli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale germinale, nonché al loro ingresso nell'Unione.
Si riporta in allegato il recente il Regolamento (UE) 2016/1012 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8/6/2016 in materia di Riproduzione che è entrato in vigore il 19/7/2016; si applica a decorrere dal 1° novembre 2018 (tranne l’art. 65 che si applica a partire dal 19 luglio 2016).
La normativa nazionale riguardante la disciplina della riproduzione animale è costituita dalla L30/91 modificata dalla L280/99; è in corso di revisione ai fini dell’adeguamento al nuovo regolamento UE.
Trovano fondamento in tale legge sia l’attività di tenuta dei Libri Genealogici, Registri Anagrafici e svolgimento dei Controlli Funzionali (capo I) sia la disciplina della riproduzione animale vera e propria (capo II).
L’attività di tenuta dei Libri Genealogici, dei Registri Anagrafici e l’effettuazione dei controlli funzionali della produttività del bestiame è strumentale ed indispensabile alla realizzazione della selezione del bestiame e conservazione biodiversità.
La selezione è una attività di valenza nazionale che, per poter progredire, necessita di una base dati di livello nazionale che comprenda dati rilevati in modo costante ed omogeneo; per garantire ciò, in conseguenza del decentramento amministrativo attuato dallo Stato con i Decreti Legislativi 112/98 e 443/99 si concorda annualmente nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni un programma di attività e le modalità di gestione delle risorse finanziarie trasferite dallo Stato alle Regioni (Programma annuale dei controlli funzionali).
La Lombardia è al primo posto in Italia per numero di capi in controllo in particolare per quanto riguarda i bovini da latte; questo fa sì che la maggior parte delle risorse economiche nazionali a sostegno dell'attività di selezione debbano essere destinate alle associazioni operanti sul territorio regionale.
L’entità dei finanziamenti concedibili è definita dagli “Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2014-2020” (G.U. serie C n. 204/1 del 1 Luglio 2014) che rimandano per il sostegno al settore zootecnico all’articolo 27 del Reg. UE n. 702/2014; sono compatibili con il mercato comune, ai sensi dell‘articolo 107, par. 3, lettera c), del trattato , i seguenti aiuti alle imprese che operano nel settore zootecnico:
- aiuti fino al 100 % dei costi amministrativi connessi con l‘adozione e la tenuta dei libri genealogici;
- aiuti fino al 70 % dei costi sostenuti per test di determinazione della qualità genetica o della resa del bestiame, effettuati da o per conto terzi, eccettuati i controlli effettuati dal proprietario del bestiame e i controlli di routine sulla qualità del latte.
La parte di spesa non finanziata dalla Pubblica Amministrazione deve essere coperta con la compartecipazione finanziaria dei singoli allevatori.
Alle Associazioni Nazionali Allevatori (A.N.A.) di specie o di razza è data la facoltà di istituire, previa approvazione del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (MIPAF), i Libri Genealogici/Registri Anagrafici e di provvedere alle valutazioni genetiche necessarie ai fini della selezione e del miglioramento genetico (art. 3 comma 1 della L 30/91).
All’ Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.) è affidata la realizzazione dei controlli delle attitudini produttive per ogni specie, razza o tipo genetico (art. 1 L 280/99 che modifica l’art. 3 comma 2 della L 30/91).
Le ANA e l’AIA si avvalgono, per l’attività a livello periferico, delle Associazioni Provinciali Allevatori (A.P.A.) presso le quali hanno sede gli Uffici Provinciali dei Libri Genealogici e dei Controlli, secondo quanto disposto nei disciplinari, approvati dal MIPAF, che regolano gli stessi Libri genealogici di specie e razza e l'effettuazione dei controlli.
Come accedere
LE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI E INTERPROVINCIALI ALLEVATORI LOMBARDE (APA/AIPA)
Responsabile
LUCIA SILVESTRI
AGRICOLTURA, SOVRANITA' ALIMENTARE E FORESTE
SVILUPPO, INNOVAZIONE E PROMOZIONE DELLE PRODUZIONI E DEL TERRITORIO
tel. 0267655756
lucia_silvestri@regione.lombardia.it
Contatti
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Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste
Patrizia Riccobene
tel. 02 6765 2950
patrizia_riccobene@regione.lombardia.it
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