Tipo contenuto:
SERVIZI E PROCEDIMENTI
Categoria:
Pianificazione-comunale-e-provinciale

Contributi per studi di microzonazione sismica e analisi della Condizione Limite per l'Emergenza

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Di cosa si tratta

Il fondo statale per la prevenzione del rischio sismico si attua tramite un programma pluriennale 2010-2016. La spesa autorizzata a livello nazionale è di 44 milioni di euro per l'anno 2010, di 145,1 milioni di euro per il 2011, di 195,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, di 145,1 milioni di euro per l'anno 2015 e di 44 milioni di euro per il 2016.

Annualmente, a seguito dell’emanazione della specifica ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile e del successivo decreto di riparto dei fondi tra le regioni, Regione Lombardia invita tutti i Comuni inclusi nell'Allegato 7 all'ordinanza stessa a manifestare l’interesse ad accedere ai contributi del fondo, specificando contestualmente il termine ultimo di trasmissione dell’istanza, le modalità di formazione della graduatoria, di svolgimento degli studi e di recepimento degli stessi nel Piano di Governo del Territorio (PGT) e nel Piano di Emergenza Comunale (PEC).

STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA SECONDO I CRITERI NAZIONALI (ICMS 2008)

L’11 novembre 2008, la Conferenza delle Regioni e Province autonome, ha approvato gli Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica (ICMS) che sono diventati, pertanto, un riferimento a livello nazionale per gli studi finalizzati alla caratterizzazione sismica del territorio.

Gli studi di microzonazione sismica si propongono di:

  • identificare e perimetrare le aree a differente pericolosità sismica locale (microzone, solitamente grandi alcuni ettari o alcuni isolati)
  • stimare le risposte dei terreni delle diverse microzone, in modo da stabilire gerarchie di pericolosità e fornire elementi conoscitivi per una pianificazione del territorio e progettazione delle opere, adeguate alla pericolosità sismica del sito


LIVELLO 1

Il livello 1 di microzonazione sismica è propedeutico ai veri e propri studi di microzonazione e obbligatorio per affrontare i successivi livelli di approfondimento. Il quadro conoscitivo necessario a realizzare tale livello si basa sulla raccolta dei dati pregressi: rilievi geologici, geomorfologici e geologico-tecnici, sondaggi, indagini geofisiche. La sintesi dei dati e delle cartografie disponibili consente di realizzare i seguenti prodotti:

  • relazione illustrativa
  • carta delle indagini, nella quale sono ubicate e distinte per tipologia tutte le indagini puntuali e lineari disponibili
  • carta geologico tecnica e sezioni, nella quale sono descritte le diverse unità litologiche riconosciute e definiti i rapporti stratigrafici
  • carta delle microzone omogenee in prospettiva sismica (MOPS), alla scala 1:5.000-1:10.000, nella quale sono rappresentate le zone stabili, le zone stabili suscettibili di amplificazioni locali e le zone suscettibili di instabilità


LIVELLO 2

Per risolvere le incertezze del livello 1, gli ICMS prevedono un livello 2 di approfondimento che, attraverso l’esecuzione di indagini economiche e poco invasive, consente di meglio definire il modello geologico del sottosuolo e di fornire per ciascuna microzona identificata una quantificazione numerica degli effetti, ottenuta con metodi semplificati.


LIVELLO 3

Il livello 3 è il livello di maggiore approfondimento per la definizione e caratterizzazione delle zone suscettibili di amplificazioni o di instabilità, perché consente di risolvere le situazioni geologiche e geotecniche complesse, ad esempio inversioni di velocità, non risolvibili con abachi o metodi semplificati, modificando sostanzialmente le carte di microzonazione di livello 1 e 2.

CONDIZIONE LIMITE PER L'EMERGENZA (CLE)

La Condizione Limite per l’Emergenza dell’insediamento urbano (CLE) è quella condizione al cui superamento, a seguito del manifestarsi di un evento sismico, lo stesso insediamento urbano perde, nel suo complesso, l’operatività della maggior parte delle funzioni strategiche per l’emergenza, la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale esterno.

La CLE è strettamente connessa al Piano di Protezione Civile di cui tutti i Comuni sono tenuti a dotarsi ai sensi della legge n. 225 del 1992 e, di fatto, costituisce una verifica delle scelte del Piano di Protezione Civile. La CLE non sostituisce il Piano di Protezione Civile.

Per la definizione della CLE occorre individuare e localizzare le seguenti strutture:

  • gli edifici e le aree che garantiscono le funzioni strategiche per l’emergenza
  • le infrastrutture di accessibilità e di connessione di tali edifici e tali aree con il contesto territoriale, con gli eventuali elementi di criticità
  • le singole unità strutturali e gli aggregati strutturali che possono interferire con le infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale esterno.

Come accedere al contributo

Annualmente, i Comuni che rientrano nell'Allegato 7 alle ordinanze del Capo Dipartimento della Protezione Civile sono invitati a manifestare il proprio interesse ad accedere al contributo tramite comunicazione via posta elettronica certificata.

All'interno della comunicazione sono specificate le modalità di accesso al fondo, il termine ultimo di trasmissione dell’istanza, le modalità di formazione della graduatoria, di svolgimento degli studi e di recepimento degli stessi nel Piano di Governo del Territorio (PGT) e nel Piano di Protezione Civile (PPC) comunale.

La cartografia e le indagini prodotte nell'ambito degli studi di microzonazione sismica condotti dai comuni ai sensi degli "Indirizzi e Criteri per la Microzonazione Sismica (ICMS, 2008)", sono visualizzabili sul Geoportale della Lombardia - Studi di microzonazione sismica.

La carta degli elementi (e le relative schede associate) delle analisi per la Condizione Limite per l'Emergenza (CLE) sono visualizzabili sul Geoportale della Lombardia - Analisi per la condizione limite per l'emergenza (CLE).

Responsabile

ANDREA PICCIN

Contatti

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2026

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