Nella sezione sono pubblicati i dati relativi ai seguenti enti (attuazione art. 20 e art. 22 D.lgs. n.33/2013):
- Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA)
- Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF)
- Istituto regionale per il supporto alle politiche della Lombardia (PoliS-Lombardia)
- Enti sanitari
- Consorzi di bonifica
- Enti parco
- Agenzia Trasporto Pubblico Locale (TPL)
- Autorità di Bacino (le Autorità di Bacino lacuale sono enti pubblici non economici istituiti con l.r. 6/2012 per la gestione del demanio della navigazione dei laghi lombardi)
- Aziende di Servizi alla Persona (ASP)
- Aziende Lombarde per l'Edilizia Residenziale (ALER)
- Collegi regionali
- Comunità Montane (CCMM)
- Consorzio Villa Reale e Parco di Monza
Tutte le informazioni sono aggiornate annualmente (con riferimento all'ultimo bilancio approvato), ad eccezione di eventuali avvicendamenti negli incarichi di amministratore eventualmente intervenute in corso d’anno.
Per ogni incarico di amministratore conferito da Regione Lombardia, dopo l'entrata in vigore del d.lgs. 39/2013, ed attualmente in carica è pubblicata, se dovuta, inoltre, la relativa "Dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità dell'incarico" ai sensi dell’art. 20 del D.lgs. 39/2013.
Riguardo agli Enti sanitari si segnala che, con l.r. 11 agosto 2015 n. 23 e la successiva l.r. 22 dicembre 2015 n. 41, è stata approvata la Riforma sanitaria che ha dato l’avvio al percorso di evoluzione del Servizio Sociosanitario Lombardo (SSL).
Successivamente, in data 14 dicembre 2021, è stata approvata la l.r. n. 22 ad oggetto “Evoluzione del sistema sociosanitario lombardo: modifiche al Titolo I e al Titolo II della legge regionale 30 dicembre 2009 n. 33”.
Alle ATS sono attribuite le seguenti funzioni: analisi della domanda di salute del proprio territorio e dell'adeguatezza dell'offerta al fine di proporre alla Regione la realizzazione di strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche o private nell'ambito del territorio di competenza, ferma restando la competenza della Regione stessa ad autorizzare la realizzazione di tali strutture in coerenza con gli indirizzi di programmazione regionale; negoziazione e acquisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie dalle strutture accreditate, secondo tariffe approvate dalla Regione; su richiesta dei comuni le ATS possono estendere tali attività anche alle prestazioni sociali; garanzia, verifica e controllo della corretta erogazione dei LEA sul territorio di competenza in tutta la rete dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali, secondo il principio di appropriatezza e garanzia della continuità assistenziale; governo e diffusione dei programmi di promozione della salute, prevenzione, assistenza, cura e riabilitazione; programmazione, controllo e governo delle attività dei dipartimenti funzionali di prevenzione delle ASST; programmazione, coordinamento e svolgimento dell'attività in tema di sanità pubblica veterinaria, sicurezza alimentare, sanità animale, zoomonitoraggio ambientale, igiene urbana veterinaria, igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, igiene degli alimenti di origine animale, impianti industriali e supporto all'export; programmazione e svolgimento delle attività di prevenzione e controllo della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, igiene e sanità pubblica, salute e ambiente, sicurezza degli alimenti non di origine animale, dei materiali a contatto con gli alimenti e dell'acqua destinata al consumo umano e conseguente svolgimento delle stesse attività di controllo, compreso il controllo periodico impiantistico e tecnologico; attuazione degli indirizzi regionali, governo territoriale e monitoraggio della spesa in materia di farmaceutica, dietetica e protesica; vigilanza e controllo sulle strutture e sulle unità d'offerta sanitarie, sociosanitarie e sociali; coordinamento delle politiche di investimento, in coerenza con gli indirizzi di programmazione regionale; raccolta del fabbisogno di personale per il territorio di competenza e coordinamento, a livello territoriale, delle eventuali procedure aggregate per il relativo reclutamento; coordinamento e governo dell'attività necessaria per la stesura e sottoscrizione, unitamente alle ASST di riferimento, degli accordi con i MMG e i PLS del territorio di competenza, sentite le rappresentanze degli erogatori privati accreditati.
Ogni ATS si articola nei seguenti dipartimenti: dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria; dipartimento per la programmazione, accreditamento, acquisto delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie; dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale; dipartimento amministrativo, di controllo e degli affari generali e legali; dipartimento della programmazione per l'integrazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie con quelle sociali.
Le ASST concorrono con tutti gli altri soggetti erogatori del servizio, di diritto pubblico e di diritto privato, all’erogazione dei LEA e di eventuali livelli aggiuntivi definiti dalla Regione con risorse proprie, nella logica della presa in carico della persona. Le ASST favoriscono l'integrazione delle funzioni sanitarie e sociosanitarie con le funzioni sociali di competenza delle autonomie locali in raccordo con la conferenza dei sindaci sulla base della valutazione dei fabbisogni del territorio elaborati dall'ATS, sentito il collegio dei sindaci.
Le ASST si articolano in due settori aziendali che afferiscono direttamente alla direzione generale, rispettivamente definiti:
- polo territoriale (articolato in distretti e in dipartimenti): coordina l'attività erogativa delle prestazioni territoriali; eroga, per il tramite dell'organizzazione distrettuale, prestazioni specialistiche, di prevenzione sanitaria, di diagnosi, cura e riabilitazione a media e bassa complessità, nonché le cure intermedie e garantisce le funzioni e le prestazioni medico-legali; eroga le prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali territoriali e domiciliari in base a livelli di intensità di cura;
- polo ospedaliero (articolato in presidi ospedalieri e in dipartimenti): è prevalentemente dedicato al trattamento del paziente in fase acuta.
Al settore polo territoriale afferiscono le seguenti strutture previste dal piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR):
- gli ospedali di comunità: strutture multiservizio deputate all'erogazione di prestazioni residenziali sanitarie e sociosanitarie a media e bassa intensità per acuti e cronici e di prestazioni ambulatoriali e domiciliari.
- le case di comunità: erogano prestazioni sanitarie e sociosanitarie ambulatoriali e domiciliari a media e bassa intensità, garantendo l'integrazione delle attività sanitarie e sociosanitarie con i servizi sociali di competenza delle autonomie locali; possono attivare degenze intermedie, subacute, post acute e riabilitative, a bassa intensità prestazionale; promuovono percorsi di sanità d'iniziativa, di prevenzione e di educazione sanitaria; garantiscono il collegamento tra ospedale e territorio anche attraverso l'attività dei MMG e PLS e in collaborazione con le farmacie convenzionate. In ogni casa di comunità è presente un punto unico di accesso, accoglienza, informazione e orientamento del cittadino che opera in stretto contatto con la COT distrettuale. Al fine di assicurare l'integrazione sociosanitaria degli interventi, è prevista la presenza del servizio sociale professionale del SSR, dello psicologo e del consultorio.
- le centrali operative territoriali (COT): punti di accesso territoriali, fisici e digitali, di facilitazione e governo dell'orientamento e utilizzo della rete di offerta sociosanitaria all'interno del distretto. È istituita una COT in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari e socioassistenziali.
Le fondazioni IRCCS di diritto pubblico della Lombardia (Policlinico San Matteo di Pavia; Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta di Milano; Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Cà Granda - Ospedale Maggiore Policlinico di Milano; S. Gerardo dei Tintori di Monza (a far data dal 1 gennaio 2023 – ex ASST di Monza), in ottemperanza al D.lgs. n. 288/2003, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico e in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità o svolgono altre attività aventi i caratteri di eccellenza. Nell'ambito dell'autonomia di cui godono, concorrono all'erogazione delle prestazioni di cui all'articolo 7 l.r. n. 33/09.
Con delibera n. XI/6762 del 25 luglio 2022, a seguito di parere della commissione consiliare, è stato adottato il nuovo “Regolamento di funzionamento della conferenza dei sindaci, del collegio dei sindaci, del consiglio di rappresentanza dei sindaci e dell’assemblea dei sindaci del distretto” in attuazione dell’articolo 20 della l.r. 33/2009, come sostituito dalla legge regionale 15 dicembre 2021 n. 22. Questo Regolamento sostituisce quello precedentemente adottato con DGR n. 5507 del 2 agosto 2016.
L’Agenzia di controllo del SSL è un ente di diritto pubblico dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, finanziaria e contabile e, quale organismo tecnico-scientifico terzo ed indipendente, svolge le funzioni elencate all’art. 11 l.r. 33/2009.
L’Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive é ente di diritto pubblico, di supporto tecnico-scientifico del sistema sanitario, dotato di autonomia amministrativa, organizzativa, finanziaria e contabile. Svolge le funzioni elencate all’art. 11-bis della l.r. 33/2009. È articolata organizzativamente nelle seguenti aree: prevenzione; clinica; ricerca; politica sanitaria; promozione e difesa della salute; governance e partening; didattica, formazione ed educazione.
L’Agenzia regionale dell'emergenza urgenza (AREU) è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica. Svolge le funzioni elencate all’art. 16 della l.r. 33/2009.
La Comunità Montana è un ente territoriale pubblico locale ad appartenenza obbligatoria, costituito con decreto del Presidente della Giunta Regionale tra comuni montani e pedemontani, anche appartenenti a province diverse, disciplinato dall'art. 27 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (Testo Unico sugli Enti Locali).
Concorrono alla realizzazione delle politiche regionali di tutela e valorizzazione del territorio montano.
Le Comunità Montane della Lombardia sono 23, sulla base della delimitazione delle zone omogenee, a seguito del riordino operato con la lr 19/2008, in conseguenza delle esigenze di contenimento dei costi dettate dalla Legge Finanziaria 2008 (L. 244/2007).
Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza è stato costituito ai sensi degli articoli 112 e 115 del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, recante il “Codice dei beni culturali e del Paesaggio” (di seguito “Codice”) per il perseguimento delle finalità di valorizzazione culturale dei beni che lo compongono. Esso ha avviato le sue attività il 9 settembre ed è formato dalle istituzioni proprietarie delle varie sezioni della Villa e del Parco: lo Stato (Ministero per i Beni e le attività culturali), la Regione Lombardia, il Comune di Monza e il Comune di Milano.
Le Camere di Commercio industria e artigianato (CCIAA) rinvengono la relativa disciplina nella Legge 29 dicembre 1993, n. 580 “Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”, così come modificata dal decreto legislativo n. 219 del 2016, che dispone il riordino delle CCIAA.
Le norme riguardanti l’amministrazione e la contabilità delle CCIAA, nel rispetto dei principi di armonizzazione contabile della finanza pubblica, sono contenute nel Regolamento per la disciplina della gestione patrimoniale e finanziaria delle Camere di Commercio, emanato con il D.P.R. 2 novembre 2005, n. 254.
In base all’articolo 4 della legge n. 580/1993 la vigilanza sul sistema camerale spetta al Ministero dello Sviluppo Economico per la parte amministrativa e contabile e alla Regione per la parte relativa al funzionamento delle materie di propria competenza.
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