Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
News

Quando l’arte abita gli spazi istituzionali.

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Data inserimento:
09 Aprile 2026

Quando l’arte abita gli spazi istituzionali.

Dal 16 marzo al 20 giugno 2026 la sede romana di Regione Lombardia, in Via del Gesù 57, apre le sue porte all’arte contemporanea con Trame della memoria, mostra personale dell’artista romana Daniela Carpentieri. Un’esposizione che invita a rallentare lo sguardo e a lasciarsi coinvolgere in un dialogo profondo con la materia, ma che è anche occasione per riflettere su un modello culturale sempre più attuale: quello della valorizzazione degli spazi pubblici come luoghi vivi di produzione e condivisione culturale.

 

La materia come racconto, la pittura come sedimentazione

Nelle opere di Carpentieri la pittura non è mai superficie neutra. Cere, pigmenti, oli e frammenti di stoffe antiche si sovrappongono in un processo lento e stratificato che trasforma il quadro in un vero e proprio archivio di memoria. Le stoffe, consumate dal tempo e cariche di un vissuto che precede l’opera stessa, diventano presenze attive: custodiscono tracce, gesti, assenze.

La cera vela e protegge, trattiene e allo stesso tempo rivela. I colori emergono e si ritirano come ricordi che riaffiorano gradualmente. Ogni lavoro vive di un equilibrio fragile tra luce e ombra, tra ciò che viene mostrato e ciò che resta nascosto. L’informale diventa linguaggio interiore, esperienza sensibile più che rappresentazione. Le superfici vibrano di tensioni tattili, graffi, sovrapposizioni e silenzi: la materia si fa pelle, tempo, memoria.

Trame della memoria invita lo spettatore ad avvicinarsi, a osservare con attenzione, a sostare. In ogni frammento cucito, in ogni velatura, si apre una storia che non è chiusa, ma continua a trasformarsi nello sguardo di chi osserva.

 

Arte e istituzioni: un progetto culturale che ridisegna gli spazi pubblici

La mostra di Daniela Carpentieri si inserisce nel terzo progetto espositivo promosso da Regione Lombardia presso la propria sede romana e rappresenta un tassello significativo di un percorso culturale più ampio. Un percorso che parte da un’idea precisa: le sedi istituzionali non devono essere solo luoghi amministrativi, ma spazi da abitare culturalmente, capaci di generare dialogo, bellezza e partecipazione.

In questo approccio, l’arte contemporanea non è un semplice elemento decorativo né un evento isolato, ma uno strumento di relazione. Esporre opere negli spazi di lavoro significa trasformare luoghi quotidiani in ambienti di esperienza, rendendo l’arte accessibile, integrata, parte della vita di chi li attraversa. Funzionari, visitatori, cittadini: tutti diventano fruitori involontari e privilegiati di un progetto che porta la cultura fuori dai contesti tradizionali e la inserisce nel tessuto vivo delle istituzioni.

Questo modello risponde a una visione inclusiva della cultura, intesa non come ambito separato, ma come valore aggiunto del vivere quotidiano. È una scelta che restituisce dignità e centralità agli spazi pubblici, riaffermandone il ruolo di luoghi di identità, scambio e crescita collettiva.

 

Un filo ideale tra Milano e Roma

La sede romana di Regione Lombardia diventa così un ponte ideale tra Milano e Roma, tra territori e linguaggi, tra amministrazione e creatività. Non è un caso che la mostra si svolga in un palazzo storico, luogo carico di memoria e significato, dove Sant’Ignazio di Loyola insegnava ai giovani. Un contesto che rafforza il dialogo tra passato e presente, tra tradizione e ricerca contemporanea.

In questa prospettiva, l’arte si fa trait‑d’union: unisce discipline, esperienze e sensibilità differenti, favorendo un confronto aperto e dinamico. La scelta di valorizzare sia artisti emergenti sia figure con una ricerca già consolidata risponde alla volontà di costruire un panorama culturale eterogeneo, capace di riflettere la pluralità del contemporaneo.

 

Daniela Carpentieri: un percorso tra tecnica e libertà espressiva

Il lavoro di Daniela Carpentieri si inserisce perfettamente in questo contesto. Formata attraverso lo studio delle tecniche tradizionali – dalla decorazione pittorica alla pittura su tessuto, dall’affresco alla pittura a olio – l’artista ha progressivamente trasformato il proprio linguaggio, passando dal figurativo a un’astrazione sempre più libera ed espressiva.

La sua ricerca, nutrita da sperimentazioni continue e accostamenti materici audaci, trova in Trame della memoria una sintesi matura. Una pittura che non impone significati, ma genera esperienze; che non racconta storie chiuse, ma apre spazi di possibilità.

 

Un invito a ripensare il ruolo dell’arte oggi

Trame della memoria non è solo una mostra, ma un esempio concreto di come l’arte possa abitare i luoghi istituzionali senza perdere intensità e profondità, contribuendo a ridisegnarne il senso. Regione Lombardia propone così un modello culturale che guarda al futuro, in cui l’arte diventa strumento di connessione, riflessione e cittadinanza attiva.

Un invito, per chi visita la mostra, non solo a osservare le opere, ma a interrogarsi su come gli spazi pubblici possano tornare a essere luoghi di esperienza condivisa, capaci di generare memoria, relazione e immaginazione.

 

Informazioni

Trame della memoria
Dal 16 marzo al 20 giugno 2026
Sede: Regione Lombardia – Via del Gesù, 57, Roma
Contatti: delegazione_roma@regione.lombardia.it

 

Allegati

Brochure mostra "Trame della Memoria"


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