Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Pianificazione, allertamento e gestione emergenze

Il Monitoraggio dei Rischi Naturali

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Pianificazione, allertamento e gestione emergenze

Attraverso il servizio di monitoraggio e sorveglianza svolto dal Centro Funzionale di Monitoraggio dei Rischi Naturali (CFMR) della Protezione Civile regionale è possibile consultare in tempo reale i principali dati idro-meteorologici (piogge, livelli idrometrici, temperature), acquisiti grazie ad una rete di oltre 350 stazioni di misura dislocate sul territorio regionale. Le stazioni, gestite da ARPA Lombardia, aggiornano i dati a intervalli di dieci minuti. 

Alle stazioni di misura si affiancano i radar fissi di Desio e Flero, che permettono di ottenere un quadro completo delle precipitazioni e di seguire con maggiore dettaglio l’evoluzione degli eventi atmosferici. 

Le attività di monitoraggio e sorveglianza costituiscono una componente essenziale del Sistema di Allertamento di Protezione Civile, poiché forniscono la base per la redazione delle allerte di Protezione Civile e del Bollettino di Monitoraggio e Previsione (BMP) su diversi scenari di rischio naturali (idrogeologico, idraulico, temporali, vento forte, neve, valanghe e incendi boschivi). 

L’insieme di queste informazioni viene analizzato dal CFMR, che elabora valutazioni sugli eventi in corso e alimenta i modelli previsionali, permettendo di stimare gli effetti al suolo delle precipitazioni e i livelli di rischio per la popolazione.  

Per lo svolgimento delle attività di monitoraggio e sorveglianza, il CFMR si avvale di un insieme integrato di sistemi informativi e applicativi specialistici, sviluppati e gestiti a livello regionale e nazionale, che consentono l’acquisizione, l’elaborazione e la visualizzazione in tempo reale dei dati osservati e previsionali.
Tali strumenti permettono di supportare in modo efficace le attività di analisi degli eventi in corso, garantendo una visione sinottica e multi-sorgente dei fenomeni e dei relativi effetti sul territorio.

Vengono utilizzati strumenti come LIRIS, la piattaforma web di ARPA Lombardia, che consente la visualizzazione in tempo reale di dati ambientali e idro-meteorologici in modo user-friendly e la Piattaforma di Valutazione dei Rischi Naturali PVR - SINERGIE 2.0, strumento strategico di riferimento per le attività di previsione, monitoraggio e allertamento per la gestione preventiva dei rischi naturali e per il coordinamento tecnico-operativo delle emergenze.

Tra gli applicativi disponibili si segnala inoltre radarLOM, applicazione che consente la visualizzazione in tempo reale, su base cartografica, dell’intensità e della distribuzione delle precipitazioni sul territorio regionale, nonché dell’evoluzione delle precipitazioni nelle ore precedenti e nelle previsioni a breve termine.

Rischio Valanghe in Lombardia

Con la Delibera di Giunta Regionale n. 3258 del 21 ottobre 2024, Regione Lombardia ha approvato il nuovo Protocollo per il funzionamento dei Nuclei Tecnici Operativi Valanghe (N.T.O.V.), valido dal 1° novembre 2024 al 31 ottobre 2026, con uno stanziamento complessivo di 280.000 euro. 

Il Protocollo coinvolge Regione Lombardia (Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile e Uffici Territoriali Regionali), le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e Lecco, ARPA Lombardia, Prefetture, Comunità Montane, Carabinieri Forestali, ANAS e i Comuni interessati, rafforzando il modello di gestione integrata del rischio neve-valanghe. 

I N.T.O.V., attivi nelle province montane, svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio dei fenomeni nivometeorologici e nel supporto alle decisioni degli Enti Locali, sia in fase previsionale sia durante le emergenze. Le risorse stanziate sono finalizzate a migliorare la gestione degli episodi critici o eccezionali, tutelando centri abitati e infrastrutture viarie. 

Il nuovo Protocollo prevede inoltre il coinvolgimento sistematico dei Dipartimenti provinciali di ANAS per i tratti stradali trasferiti in gestione dalle Province e introduce ulteriori azioni per il coordinamento operativo, anche in ambito transfrontaliero. 

IL PROTOCOLLO VALANGHE

Attivo dal 2009 e progressivamente esteso all’intero territorio montano regionale, il Protocollo Valanghe ha consentito di migliorare le attività di previsione e monitoraggio, rafforzare la conoscenza del territorio, individuare le aree a maggiore rischio e ottimizzare il coordinamento tra gli enti coinvolti. 

Il protocollo ha permesso in particolare di: 

  • migliorare le previsioni e le valutazioni locali, incrementare la conoscenza del territorio e attivare le sinergie tra gli organi preposti ai diversi livelli, facilitando l'azione di Comuni, Comunità Montane e gestori delle infrastrutture di viabilità locale e provinciale, anche attraverso l’attivazione, ove necessario, dei Piani di protezione civile ai vari livelli
  • effettuare il monitoraggio dell'evoluzione dei fenomeni valanghivi, in particolare su valanghe note che incidono su strade o su aree antropizzate, con la descrizione puntuale delle condizioni del manto nevoso, anche attraverso sopralluoghi e rilievi nivometeorologici  
  • individuare le aree a maggior rischio, anche sulla base della Pianificazione di Protezione Civile Provinciale e Comunale e indirizzare, in modo mirato, gli interventi di prevenzione e di riduzione dei danni    
  • dare risposte tempestive alle esigenze degli Enti Locali tramite la condivisione di una procedura di intervento volta a semplificare i rapporti di collaborazione e ad ottimizzare le risorse di Regione Lombardia, coordinando le esigenze nelle diverse aree coinvolte. 

Il Protocollo rappresenta uno strumento strategico per il potenziamento delle politiche di prevenzione del rischio valanghe in Lombardia, contribuendo a garantire maggiore sicurezza per le comunità montane e per i frequentatori del territorio. 

La Matrice Continua Lombarda (MCL)

Il Centro Regionale Neve e Valanghe di Bormio, gestito da ARPA Lombardia, valuta il pericolo di valanghe ed emette il Bollettino di Vigilanza Valanghe che ne determina il livello di pericolosità. Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali (CFMR) valuta il livello di rischio valanghe su ciascuna zona omogenea, in funzione della pericolosità e vulnerabilità del territorio. I tecnici del CFMR hanno elaborato una metodologia di valutazione del rischio valanghe, ossia la Matrice Continua Lombarda (MCL). 

Essa è costituita da una serie di curve, denominate curve di danno non economico, che rappresentano graficamente l’andamento del rischio in funzione del grado di pericolo previsto. 

A differenza della versione precedente, in cui le curve erano riferite ai singoli comuni, nella versione aggiornata le curve sono definite per ciascuna zona omogenea e per ciascuna fascia altimetrica di pericolo (fascia bassa e fascia alta), utilizzando i valori medi zonali dell’indice di danno. 

La procedura di costruzione delle curve si articola in due passaggi principali: 

  1. Calcolo del rischio: per ciascun grado di pericolo previsto (P da 1 a 5), si calcola il rischio associato a ciascuna zona omogenea e a ciascuna fascia altimetrica, applicando la funzione R=f(P,δ).
  1. Generazione delle curve: i valori ottenuti vengono rappresentati su un grafico cartesiano, in cui l’asse delle ascisse (x) rappresenta il pericolo e l’asse delle ordinate (y) il rischio. 
    Ogni curva descrive come il rischio varia al variare del pericolo, a parità di indice di danno, fornendo una rappresentazione continua del rischio atteso. 

Il risultato è una serie di curve, una per ciascuna zona omogenea e per entrambe le fasce altimetriche.  
Queste curve costituiscono lo strumento operativo centrale per l’interpretazione e l’applicazione del modello nell’ambito del sistema di allertamento per rischio valanghe. 
L
e curve così ottenute, quindi, consentono di valutare in modo semplice e immediato il livello di rischio corrispondente a una data previsione di pericolo, tenendo conto delle specificità territoriali e altimetriche. 

Rischio idraulico nell’area metropolitana milanese

I corsi d’acqua medio-piccoli che attraversano l’area metropolitana milanese, tra cui Olona, Lambro e Seveso, sono soggetti a esondazioni durante precipitazioni intense, con conseguenze significative, in particolare, per i territori densamente urbanizzati. Per affrontare questa criticità, nel 2009 è stato sottoscritto l’Accordo di Programma per la salvaguardia idraulica e la riqualificazione dei corsi d’acqua dell’area metropolitana milanese, che coinvolge Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Comune di Milano, Autorità di bacino del fiume Po e Agenzia Interregionale per il fiume Po.

L’Accordo prevede sia
interventi strutturali, come la realizzazione di aree di laminazione, sia interventi non strutturali legati alla previsione e al monitoraggio delle portate di piena, con azioni di prevenzione a supporto della popolazione e dei gestori dei servizi pubblici. 

All’interno dell’Accordo, la Direzione Generale Sicurezza e Protezione Civile di Regione Lombardia partecipa principalmente alle attività di monitoraggio e allertamento, con il compito di raccogliere e integrare le informazioni disponibili e renderle accessibili al sistema. 

In questo ambito, già con Expo 2015 è stata sviluppata un
’attività previsionale idrologico-idraulica che consente di ottenere stime delle portate sui principali corsi d’acqua milanesi, pur con un margine di incertezza, e che rappresenta tuttora uno strumento fondamentale per predisporre misure preventive. 

Il ruolo della Protezione Civile regionale è quello di coordinare i sistemi di monitoraggio e contribuire alla definizione delle procedure di attivazione delle opere, un ambito oggi sempre più legato alla gestione operativa delle emergenze. Le informazioni prodotte alimentano il lavoro del Centro Funzionale di Monitoraggio dei Rischi Naturali (CFMR).

Grazie a questo sistema, la Protezione Civile può predisporre limitazioni alla viabilità, fornire indicazioni tempestive ai gestori dei servizi pubblici per ridurre i disservizi e trasmettere avvisi e raccomandazioni alla popolazione per affrontare correttamente le emergenze. Le allerte vengono diffuse attraverso l’app allertaLOM, che è disponibile anche ai cittadini, oltre che via SMS ed e-mail agli enti locali e ai Sindaci dei Comuni interessati. Tutte queste attività rafforzano la capacità della Protezione Civile regionale di prevedere, monitorare e gestire le piene nell’area metropolitana milanese, in sinergia con gli enti locali e le autorità idrauliche, con l’obiettivo di ridurre i rischi e garantire maggiore sicurezza al territorio. 

Rischio glaciale e periglaciale in ambiente alpino

Il 16 dicembre 2025, in occasione del Convegno "Rischio glaciale e periglaciale in ambiente alpino", svolto presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile, è stato presentato il documento tecnico "Rischio glaciale e periglaciale in ambiente alpino: un quadro metodologico". 

La pubblicazione, disponibile in allegato, rappresenta l'esito delle attività realizzate da un Gruppo di Lavoro multidisciplinare dedicato, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, che ha coinvolto strutture di protezione civile ed esperti della comunità scientifica, delle amministrazioni regionali e delle organizzazioni di settore. 

Obiettivo del documento tecnico è fornire elementi metodologici relativamente agli ambiti strategici di conoscenza, comunicazione e formazione sui rischi in alta montagna, in ambiente glaciale e periglaciale, con particolare riguardo all'attuale contesto di cambiamento climatico.
 

Lavori del convegno

Allegati

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2026

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