“Tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio e la conoscenza del vino, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l'attività, quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell'attività vitivinicola ed enologica in genere”. Recita così l‘articolo 1, comma 502. della legge di bilancio 2018.
L’enoturismo è un esempio perfetto di sistema dove alla base c’è l’azienda agricola che lega il territorio attraverso forme di turismo esperienziale e produzioni agroalimentari, dove gusto, storia e bellezza si fondono all’espressione di un territorio; e il vino ne è la voce narrante.
Grazie alle recenti disposizioni normative, le aziende vitivinicole possono regolamentare le loro attività di accoglienza, di divulgazione e degustazione, proponendo particolari percorsi esperienziali e turistici incentivando e valorizzando da un lato le produzioni agricole e dall’altro il mercato dei viaggi, delle vacanze e del turismo.
Regione Lombardia con la L.r. 31/2008 (art.160) e col regolamento attuativo n. 5/2020 (art. 17), ha normato a livello lombardo l’attività enoturistica.
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