Trapianto di organi e tessuti: come funziona e perché è importante
Il trapianto di organi e tessuti è un trattamento medico efficace per molte malattie gravi, spesso l’unica cura possibile.
Consiste nella sostituzione di un organo o tessuto malato con uno sano donato da un altro individuo.
Per la maggior parte degli organi, il prelievo avviene da donatori deceduti; nel caso di un rene e di una parte di fegato, il donatore può essere un vivente, poiché si può vivere anche con un solo rene e con un fegato non completo, perché si rigenera. Anche i tessuti, come cornee, valvole cardiache e cute, possono provenire da donatori deceduti o, in alcuni casi, da viventi.
Non tutte le malattie possono essere trattate con un trapianto, che viene proposto ed effettuato secondo precise indicazioni cliniche. Il rischio di rigetto, uno dei principali problemi del trapianto, oggi è gestito con successo grazie a farmaci “antirigetto”, sempre più efficaci e ben tollerati. Recentemente sono stati eseguiti con successo anche trapianti di utero mentre è vietato, per legge, il prelievo di gonadi ed encefalo.
I trapianti da persona deceduta sono effettuati presso centri ospedalieri specificamente autorizzati dalle Regioni mentre la donazione da vivente e i trapianti sperimentali sono gestiti dal Ministero della Salute. In Lombardia, le strutture sanitarie autorizzate ad eseguire trapianti di organo e tessuti sono consultabili a questo link.
Come avviene la donazione: criteri, accertamenti e procedure
In Italia il trapianto è gratuito e l’accesso alle liste è garantito a tutti coloro che ne hanno bisogno, secondo precisi protocolli clinici.
I pazienti che necessitano di un trapianto vengono inseriti nelle liste d’attesa regionali a cura dei singoli centri, che provvedono anche alla cura e al controllo ripetuto delle condizioni dei pazienti.
Ogni inserimento in lista viene registrato dal Centro Regionale Trapianti presso la Fondazione IRCCS Ca’ Granda - Ospedale Maggiore Policlinico di Milano (S.C. Trapianti Lombardia-NITp) che si occupa anche dello studio della compatibilità immunologica. Quando vi è la disponibilità di un donatore deceduto in un ospedale, tutti i dati necessari sono comunicati dal Coordinamento Ospedaliero di Procurement al Centro Regionale Trapianti, che provvede in base a precisi e codificati algoritmi nazionali e regionali all’identificazione del miglior ricevente tra quelli in lista per procedere all’assegnazione degli organi.
I criteri per l’assegnazione degli organi tengono conto di diversi fattori, tra cui la gravità delle condizioni, il tempo di attesa e la compatibilità immunologica, garantendo un sistema equo e trasparente.
Il prelievo di organi e tessuti per il trapianto avviene solo dopo l’accertamento della morte e richiede due condizioni:
• manifestazione della volontà alla donazione - I sanitari della Rete Nazionale Trapianti ricercano in tempo reale la presenza di una dichiarazione di volontà espressa in vita nel Sistema Informativo Trapianti. In presenza di una volontà negativa non si procede con il prelievo. In assenza di una dichiarazione di volontà, i familiari aventi diritto (coniuge o convivente non separato, genitori, figli maggiorenni) hanno la facoltà di opporsi alla donazione.
• idoneità del donatore - Per evitare la trasmissione di malattie attraverso il trapianto e per consentire il miglior utilizzo degli organi mantenendo elevati standard di sicurezza, vengono eseguiti sul potenziale donatore numerosi accertamenti, come esami di laboratorio, esami strumentali, visite specialistiche, eventuali biopsie.
Possono essere donatori di organi le persone affette da gravissime e devastanti lesioni del cervello, ricoverate nei reparti di rianimazione che, nonostante le cure, muoiono in quanto sono irreversibilmente perdute tutte le funzioni cerebrali. Si parla, in questi casi, di morte accertata secondo i criteri neurologici.
L’accertamento della morte è una procedura complessa, regolamentata da specifiche norme, effettuata da un apposito Collegio formato da 3 specialisti, dopo un periodo di osservazione di almeno 6 ore, avendo eseguito gli accertamenti clinici e strumentali per confermare i requisiti previsti:
• assenza di attività elettrica cerebrale (EEG piatto),
• assenza dei riflessi del tronco encefalico,
• assenza di attività respiratoria autonoma.
Tutti possono essere potenziali donatori se:
• la morte è stata accertata secondo i criteri stabiliti
• non è stata espressa una volontà contraria o, in assenza di dichiarazione, i familiari acconsentono
• non ci sono malattie trasmissibili che impediscono il trapianto e gli organi sono ancora funzionali.
Non esistono in linea di principio limiti di età, anche se organi come il polmone e il cuore di regola non si prelevano da donatori di età superiore ai 65 anni. Ogni caso deve essere valutato singolarmente.
Risultati e innovazioni nei trapianti
I trapianti offrono ottimi risultati in termini di sopravvivenza e qualità della vita: a un anno dall'intervento, il tasso di sopravvivenza varia dal 90% per il rene al 70% per il polmone, in ogni caso sempre superiore a quello atteso in assenza di trapianto.
Il 90% dei pazienti sottoposti a trapianto torna a una vita sostanzialmente normale, pur dovendo sempre assumere farmaci antirigetto.
Tra le iniziative utili a potenziare l’attività di trapianto per colmare il divario tra domanda e disponibilità, particolare rilievo hanno la puntuale identificazione dei potenziali donatori, l’allargamento dei criteri di idoneità clinica, lo sviluppo delle tecniche chirurgiche, la riduzione del tasso di “non consenso” con azioni di informazione e di formazione per far crescere la cultura della donazione.
Tra le innovazioni più recenti ci sono la donazione a cuore fermo e l’uso di sistemi di perfusione ex situ, che migliorano le condizioni degli organi prima del trapianto. Anche i progressi nella terapia immunosoppressiva e nella compatibilità contribuiscono a rendere i trapianti sempre più efficaci.
Trapianto di organi da vivente
In Italia, la donazione di organi tra viventi è possibile solo tra consanguinei o persone legate da un rapporto affettivo. Si effettuano trapianti di rene e di una porzione di fegato, con ottimi risultati per donatore e ricevente. Questa modalità, complementare alla donazione da persona deceduta, risponde alla crescente richiesta di trapianti. Il percorso prevede una rigorosa valutazione medica e psicologica del donatore, per garantirne la sicurezza ed escludere ogni forma di costrizione.
Trapianto e innesto di tessuti
Il trapianto di tessuti permette di trattare molte forme patologiche con successo. Il prelievo può avvenire da donatore defunto (per cornee, cute, valvole cardiache, tessuti muscolo-scheletrici) o vivente (per epifisi del femore).
I tessuti prelevati vengono conservati in apposite banche per garantirne sicurezza e qualità:
• banca tessuti oculari: Monza - Ospedale S. Gerardo, Pavia - IRCCS S. Matteo,
• banca tessuti muscolo-scheletrici: Milano - ASST Pini-CTO
• banca tessuti cardiovascolari: Milano - IRCCS Centro Cardiologico Monzino
• banca cute: Milano - ASST GOM Niguarda
Informazioni utili ad approfondire la tematica sono disponibili sul sito di AIDO.
Domande frequenti
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