Gli obiettivi prioritari della Rete di Medicina Interna sono:
• Definizione dei livelli d’intensità di cura della Medicina Interna (Livello intraospedaliero)
Attualmente la medicina interna si trova ad accogliere pazienti instabili e critici per cui vi è la necessità di implementare aree ad alta intensità con livello assistenziale intermedio fra quello delle terapie intensive e le unità operative di diagnosi e cura. La presenza di un’area ad intensità intermedia (Intermediate Care Unit) consente flessibilità nella selezione dei pazienti e nei tempi di gestione, con minore esposizione alle complicanze tipiche del ricovero in quest’ultima nel rispetto della “proporzionalità delle cure” in una popolazione fragile. Inoltre, garantirebbe maggiori possibilità di trasferimento dall’area intensiva di pazienti ancora in fase di svezzamento (step down), fornendo garanzia di un alto setting assistenziale pur con un inferiore staff infermieristico. Tali aree garantiscono l’appropriatezza del ricovero e una fruizione più agile dei posti letto ospedalieri, nonché una maggior agilità e flessibilità.
• Degenza media e continuità assistenziale
Sul fronte della degenza media del paziente ricoverato in area internistica è obiettivo della rete procedere ad un monitoraggio della degenza media e formulare una in merito agli interventi correttivi da mettere in atto per la riduzione della degenza media in area internistica e l’appropriatezza del ricovero.
• Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA)
I PDTA di patologia devono tener conto anche del percorso intraospedaliero del paziente durante la degenza in area medica. È prioritario aggiornare/definire i documenti regionali relativi a scompenso cardiaco congestizio e BPCO.
• Medicina Interna e territorio (Livello territoriale)
Rispetto all’approccio specialistico tradizionale che mette al centro la malattia (disease-oriented), un approccio focalizzato sul malato e sulla valutazione e gestione globale e multidisciplinare dei suoi problemi (person-oriented) è maggiormente in grado di cogliere il modo in cui diverse malattie interagiscono tra loro e di riconoscere elementi individuali o condizioni di vulnerabilità sociale, familiare ed economica che possono aggravare i problemi di salute.
Fondamentale è quindi attuare percorsi clinici personalizzati, congruenti col livello di complessità della malattia e le caratteristiche individuali del paziente, per migliorare la qualità della vita del malato e della sua famiglia e prevenire l’insorgenza di complicanze e la disabilità.