Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Reti di patologia

Rete medicina interna

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Reti di patologia
La tradizionale concezione della Medicina Interna come specialità medica a bassa intensità di cura non risponde più alla realtà di reparti ospedalieri che accettano la grande maggioranza dei pazienti di area medica ricoverati per acuzie da Pronto Soccorso, con un elevato livello di complessità e carico assistenziale. È necessario riorganizzare le aree mediche ospedaliere, valorizzando le competenze trasversali della medicina interna, che vanno da un’intensità di cura più elevata ad una valutazione integrata e più appropriata dei bisogni dei pazienti fragili e polipatologici.
La Rete di Medicina Interna si concentra sulle patologie dell’adulto e in particolare sugli aspetti di organizzazione intraospedaliera, con particolare riferimento all’intensità di cura, di organizzazione della continuità assistenziale con il territorio, anche nell’ottica di un’ottimizzazione dei tempi di degenza con una riduzione degli stessi.

In attuazione della DGR di programmazione n. XI/1694/2019, il Decreto DG Welfare n. 10271 del 26/07/2021 ha nominato l’Organismo di Coordinamento della Rete di Medicina Interna. L’Organismo di Coordinamento è composto da specialisti delle varie discipline che sono coinvolti nel trattamento e presa in carico delle patologie di interesse. È presieduto e coordinato dal Dirigente della Unità Organizzativa regionale competente in materia di reti. All’interno dell’Organismo di Coordinamento sono previste delle Commissioni Tecniche tematiche. 

Gli obiettivi prioritari della rete di Medicina Interna sono:

• Definizione dei livelli d’intensità di cura della Medicina Interna (Livello intraospedaliero)

Attualmente la medicina interna si trova ad accogliere pazienti instabili e critici per cui vi è la necessità di implementare aree ad alta intensità con livello assistenziale intermedio fra quello delle terapie intensive e le unità operative di diagnosi e cura. La presenza di un’area ad intensità intermedia (Intermediate Care Unit) consente flessibilità nella selezione dei pazienti e nei tempi di gestione, con minore esposizione alle complicanze tipiche del ricovero in quest’ultima nel rispetto della “proporzionalità delle cure” in una popolazione fragile. Inoltre, garantirebbe maggiori possibilità di trasferimento dall’area intensiva di pazienti ancora in fase di svezzamento (step down), fornendo garanzia di un alto setting assistenziale pur con un inferiore staff infermieristico. Tali aree garantiscono l’appropriatezza del ricovero e una fruizione più agile dei posti letto ospedalieri, nonché una maggior agilità e flessibilità.

• Degenza media e continuità assistenziale

Sul fronte della degenza media del paziente ricoverato in area internistica è obiettivo della rete procedere ad un monitoraggio della degenza media e formulare una in merito agli interventi correttivi da mettere in atto per la riduzione della degenza media in area internistica e l’appropriatezza del ricovero.

• Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA)

I PDTA di patologia devono tener conto anche del percorso intraospedaliero del paziente durante la degenza in area medica. È prioritario aggiornare/definire i documenti regionali relativi a scompenso cardiaco congestizio e BPCO.

• Medicina interna e territorio (Livello territoriale)

Rispetto all’approccio specialistico tradizionale che mette al centro la malattia (disease-oriented), un approccio focalizzato sul malato e sulla valutazione e gestione globale e multidisciplinare dei suoi problemi (person-oriented) è maggiormente in grado di cogliere il modo in cui diverse malattie interagiscono tra loro e di riconoscere elementi individuali o condizioni di vulnerabilità sociale, familiare ed economica che possono aggravare i problemi di salute.

Fondamentale è quindi attuare percorsi clinici personalizzati, congruenti col livello di complessità della malattia e le caratteristiche individuali del paziente, per migliorare la qualità della vita del malato e della sua famiglia e prevenire l’insorgenza di complicanze e la disabilità.

Per il raggiungimento degli obiettivi, l’Organismo di coordinamento si può avvalere di una commissione tecnica di supporto e analisi dei dati.

La commissione tecnica nell’ambito delle tematiche assegnate:

− effettua un’analisi di contesto a partire dallo studio della struttura di offerta e dai dati di attività;
− condivide le esperienze maturate in scala locale, valutandone l’esportabilità a livello regionale;
− propone modelli organizzativi e le modalità di sperimentazione degli stessi, personalizzate secondo le tematiche affrontate.

Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2026

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