News: Settimana Mondiale delle Vaccinazioni
Dal 24 al 30 aprile 2026 si celebra la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare sull’importanza dell’immunizzazione.
Per l’occasione, gli enti del sistema attivano giornate dedicate alla vaccinazione, con un focus sulla popolazione over 65 per la prevenzione di Herpes Zoster e pneumococco.
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Le vaccinazioni rappresentano uno strumento universalmente riconosciuto in grado di prevenire le malattie infettive a tutela non solo dell’individuo, ma anche della collettività.
La vaccinazione si basa sulla somministrazione di una piccola quantità dei batteri o virus responsabili di malattie o di loro componenti (antigeni) modificati con tecniche di laboratorio. I microrganismi perdono così la capacità di provocare la malattia, ma conservano quella di generare una risposta immunologica simile a quella prodotta dal nostro organismo contro le infezioni, senza però determinare né la malattia né le sue complicanze.
La vaccinazione simula il contatto con il microrganismo consentendo di innescare il meccanismo della memoria immunologica, che fa sì che il nostro organismo ricordi e riconosca i germi che lo hanno precedentemente attaccato. Infatti, se l’individuo vaccinato verrà in contatto con l’agente infettivo contro cui agisce il vaccino, il sistema immunitario lo riconoscerà e produrrà una risposta in grado di neutralizzare la minaccia infettiva.
Da cosa sono fatti i vaccini?
I vaccini sono generalmente composti da:
- Microrganismi vivi attenuati: (microrganismi vivi, ma resi innocui con tecniche di laboratorio. Esempio: Vaccino contro Morbillo-Rosolia-Parotite e contro la Varicella),
- Microrganismi inattivati: (microrganismi uccisi con agenti fisici o chimici o loro componenti in modo da mantenerne comunque la capacità di stimolare una risposta immunologica. Esempio: Vaccino contro Meningite, Epatite B).
Il vaccino può contenere altri tipi di sostanze:
- adiuvanti: (favoriscono una risposta immune rapida e di lunga durata, consentendo così di impiegare più basse quantità di antigene),
- stabilizzanti: (permettono il mantenimento della composizione chimica del vaccino anche in caso di improvvisi sbalzi di temperatura),
- conservanti: (consentono la conservazione del vaccino e, come nel caso degli antibiotici, prevengono la contaminazione batterica).
Perché vaccinarsi?
Grazie alle migliori condizioni sanitarie e all’utilizzo dei vaccini nella pratica medica non assistiamo più alle gravi epidemie del passato.
Nonostante malattie come poliomielite e difterite siano scomparse in Italia, il rischio che gli agenti patogeni coinvolti si diffondano di nuovo è reale in quanto sono ancora presenti a livello globale. Come ad esempio è successo in Olanda nel 1992, quando i membri di una piccola comunità religiosa, la Chiesa Olandese Protestante Riformata, rifiutarono di vaccinare i propri figli e vennero colpiti da una epidemia di poliomielite.
Se volete saperne di più potete consultare l’articolo che parla di questa epidemia.
Se siete interessati ad approfondire l’utilità delle vaccinazioni o avete dei dubbi potete consultare:
- Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili
- le esperienze e testimonianze raccolte su VaccinarSì
L’obbligo di Vaccinazione
In Italia sono obbligatorie le seguenti vaccinazioni:
• anti-poliomelitica;
• anti-difterica;
• anti-tetanica;
• anti-epatite B;
• anti-pertosse;
• anti Haemophilusinfluenzae tipo B;
• anti-morbillo;
• anti-rosolia;
• anti-parotite;
• anti-varicella (a partire dai nati nell’anno 2017).
Il calendario vaccinale regionale prevede altre vaccinazioni, fortemente raccomandate, offerte attivamente e gratuitamente a seconda dell’età.
L’obbligo di vaccinazione è da intendersi in riferimento alla coorte di nascita di appartenenza (età 0-16 anni), secondo le indicazioni del Calendario allegato al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale vigente nel proprio anno di nascita.
Sono esonerati dall'obbligo di vaccinazione:
• i soggetti immunizzati per effetto della malattia naturale, ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia;
• i soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di Medicina generale, dal pediatra di libera scelta o dal centro vaccinale.
Le attestazioni da parte di medici di Medicina generale e di pediatri di famiglia di avvenuta immunizzazione per malattia naturale o controindicazione alla vaccinazione saranno rilasciate gratuitamente.
L’eventuale decisione del curante (medico o pediatra di famiglia) di sottoporre il soggetto a ricerca anticorpale non può essere eseguita gratuitamente (tramite il Servizio Sanitario Nazionale), ma il costo è da intendersi totalmente a carico dell’interessato.
Obbiettivi di una strategia vaccinale
Le vaccinazioni possono avere un semplice effetto protettivo individuale (ad es. l’antitetanica) o, come nella maggior parte dei vaccini, anche di contrasto alla diffusione delle malattie infettive all’interno di tutta la popolazione, proteggendo anche chi non è direttamente vaccinato.
Infatti se molti soggetti all’interno di un gruppo sono vaccinati contro una determinata malattia infettiva, si riduce il numero di coloro che possono ammalarsi e con il tempo la malattia cessa di manifestarsi in quel gruppo, sfruttando la cosiddetta “immunità di gregge”(herd immunity) che si viene a creare.
Gli obiettivi di una strategia vaccinale sono tre:
- Controllo di una malattia: riduzione del numero di casi e/o delle sue complicanze (ad es. vaccinazione antinfluenzale),
- Eliminazione di una malattia: scomparsa della malattia in una determinata area geografica a seguito dell’interruzione della circolazione dell’agente causale- ciò non implica la scomparsa dell’agente patogeno, quindi vi è sempre il rischio di reintroduzione della malattia e la vaccinazione va continuata,
- Eradicazione di una malattia: eliminazione permanente sia della malattia sia del suo agente patogeno, come è accaduto per il vaiolo, in questo caso si può interrompere la vaccinazione.
Effetti collaterali
La maggior parte degli effetti collaterali da vaccino sono lievi e transitori. È abbastanza comune che entro uno o due giorni dalla vaccinazione si manifestino febbre moderata e/o reazioni infiammatorie come rossore, gonfiore, calore e dolore in prossimità del sito di iniezione, ma tali effetti sono in genere di breve durata.
Le reazioni gravi sono rarissime, come ad esempio le reazioni allergiche gravi (shock anafilattico). La reazione compare in genere immediatamente o entro pochi minuti dalla vaccinazione, quindi è sufficiente rimanere per almeno 20 minuti nella sala d’attesa del centro vaccinale: il personale è addestrato per gestire queste reazioni e ha a disposizione le necessarie attrezzature.
In caso di problemi medici insorti dopo la vaccinazione potete consultare il medico curante o il vaccinatore.
Solo personale esperto può valutare eventuali eventi avversi al vaccino e stabilire con criteri scientifici la correlazione causa-effetto con la vaccinazione. Ciò permette di ricevere le giuste indicazioni sulla gestione di reazioni avverse e permette di monitorare le reazioni indesiderate.
In caso di comparsa di un evento avverso dopo la vaccinazione, l’operatore sanitario raccoglie le informazioni necessarie per approfondire la natura della manifestazione e verifica se sia possibile procedere con il ciclo vaccinale o sia necessario sospenderlo, e se vi siano controindicazioni alla somministrazione di altri vaccini.
Il manifestarsi di un problema di salute successivamente alla vaccinazione non necessariamente è collegato al vaccino, anzi la maggior parte degli eventi che si ritengono correlati al vaccino non sono in genere causati dalla vaccinazione.
Infatti gli studi scientifici dimostrano che molti di questi eventi sono casuali, cioè che non esiste un nesso con la vaccinazione.
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