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SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Prevenzione e stili di vita

Data di scadenza e TMC: conoscere la differenza per ridurre gli sprechi alimentari

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Ogni giorno, davanti al frigorifero o alla dispensa, ci troviamo a fare una scelta che sembra semplice ma che in realtà genera diversi dubbi: quell'alimento è ancora buono da mangiare? La confusione nasce spesso da un errore comune, ovvero pensare che tutte le indicazioni di data stampate sulle confezioni abbiano lo stesso significato. Non è così, ed è proprio da questa incomprensione che nasce una parte consistente dello spreco alimentare domestico.

Due diciture, due significati diversi

Sulle etichette degli alimenti troviamo due diciture ben distinte, che rispondono a esigenze diverse:

"Da consumare entro..." indica la vera e propria data di scadenza. Riguarda alimenti molto deperibili, come carne e pesce freschi, latte fresco, piatti pronti refrigerati e insalate già lavate. Superata questa data, il prodotto non deve più essere consumato nè venduto o donato: dal giorno successivo è considerato scaduto a tutti gli effetti, perché il suo consumo può comportare rischi concreti per la salute.

"Da consumarsi preferibilmente entro..." indica invece il Termine Minimo di Conservazione (TMC). Si applica ad alimenti più stabili come pasta, riso, farine, biscotti secchi, conserve, cioccolato e surgelati. In questo caso, il superamento della data non significa che l'alimento sia diventato pericoloso: semplicemente, potrebbe aver perso in parte qualità come gusto, aroma o consistenza. Il prodotto può quindi essere ancora consumato, e se le condizioni lo consentono, anche donato.

Come comportarsi quando il TMC è superato

Prima di gettare via un alimento che ha superato il TMC, vale la pena controllare alcuni aspetti:

• la confezione è ancora integra;

• l'alimento è stato conservato correttamente, secondo quanto indicato in etichetta;

• non ci sono odori o aspetti anomali;

• se il prodotto è stato aperto, sono state rispettate le indicazioni di consumo (ad esempio "consumare entro tre giorni dall'apertura").

Se sussistono dubbi anche dopo questi controlli, la scelta più prudente resta quella di non utilizzare l'alimento. Ma nella maggior parte dei casi, un piccolo controllo con vista, olfatto e, se necessario, assaggio è sufficiente per capire se un prodotto oltre il TMC è ancora perfettamente utilizzabile.

Perché questa distinzione conta davvero

Non si tratta solo di una questione tecnica: capire questa differenza ha un impatto diretto sulla riduzione degli sprechi alimentari. Uno studio condotto dalla Commissione Europea su oltre 25.000 cittadini di tutti i Paesi UE ha messo in luce che, anche in Italia, la comprensione delle etichette di data è ancora parziale: se il 57% delle persone controlla sempre le indicazioni sull'etichetta, solo il 25% si attiene poi correttamente a quanto riportato, distinguendo davvero tra data di scadenza e TMC.

Lo stesso studio individua tre tipologie di consumatori: chi produce sprechi frequenti per comodità (45% degli italiani), chi lo fa occasionalmente per motivi pratici (37%) e chi spreca raramente, mosso da una sensibilità più ampia verso il tema (18%). Un dato che racconta bene quanto, prima ancora degli strumenti pratici, serva lavorare sulla consapevolezza: capire cosa significano davvero le etichette è il primo passo per fare scelte più informate, sprecare meno e risparmiare.

Qualche consiglio pratico

Per gestire al meglio gli alimenti in casa e ridurre gli sprechi, alcuni accorgimenti fanno la differenza:

• seguire sempre le istruzioni di conservazione riportate in etichetta (temperatura, frigorifero, luogo asciutto);

• congelare il cibo subito dopo l'acquisto, quando possibile: questo può prolungarne la durata anche oltre la data di scadenza;

• dopo l'apertura di una confezione, rispettare le indicazioni specifiche (es. "consumare entro tre giorni") e ricordare che l'alimento va comunque consumato prima della data di scadenza;

• organizzare frigorifero e dispensa consumando per primi gli alimenti con la data più vicina.

Conoscere la differenza tra data di scadenza e TMC non è solo un dettaglio da etichetta: è un piccolo gesto quotidiano che, moltiplicato per milioni di famiglie, può fare una grande differenza nella lotta allo spreco alimentare.

Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2026

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