Tipo contenuto:
SCHEDA INFORMATIVA
Categoria:
Pianificazione-comunale-e-provinciale

Componente geologica del PGT

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Pianificazione-comunale-e-provinciale

Di cosa si tratta

I Comuni lombardi nella fase di predisposizione e modifica del proprio strumento urbanistico devono tener conto dell’assetto geologico, idrogeologico e sismico del proprio territorio. A tal fine essi redigono la componente geologica del PGT, nella quale individuano le aree a pericolosità geologica, idrogeologica, idraulica e sismica.

Criteri per la redazione

La componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio (PGT) è redatta in conformità alle metodologie contenute nei criteri attuativi dell’art. 57 della l.r. n. 12 del 2005.

I criteri attuativi sono definiti e aggiornati con:

  • d.g.r. n. 40996 del 1999 - Legende di riferimento per la cartografia della componente geologica dei PGT
  • d.g.r. n. 2616 del 2011 - Criteri per la redazione della componente geologica
  • d.g.r. n. 6738 del 2017 - Attuazione del PGRA nel settore urbanistico e della pianificazione dell’emergenza
  • d.g.r. n. 470 del 2018 - Semplificazione delle procedure per le varianti di adeguamento al PAI e PGRA
  • d.g.r. n. 6314 del 2022 - Modifica delle procedure per l’approvazione degli aggiornamenti ai piani di bacino proposte dai Comuni
  • d.g.r. n. 7564 del 2022 - Integrazione dei criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del PGT relativa al tema degli sprofondamenti (sinkhole)
  • d.g.r. n. 3007 del 2024 - Studi e dati geografici di riferimento per la componente geologica dei PGT e della pianificazione di protezione civilez

Tutti i documenti si trovano nella sezione Allegati.

La componente geologica del PGT recepisce i contenuti della pianificazione di bacino e rappresenta anche uno strumento attraverso il quale proporre modifiche e integrazioni ai diversi contenuti degli strumenti di pianificazione di bacino (delimitazione aree in dissesto, aree a rischio idrogeologico molto elevato, parte delle aree allagabili del PGRA).

La componente geologica si compone dei seguenti documenti:

  • elaborati testuali: relazione geologica generale e norme geologiche di piano
  • elaborati cartografici: carta geologica, geomorfologica, idrogeologica, idraulica, eventuali studi di dettaglio, carta della pericolosità sismica locale, carta di sintesi, carta dei vincoli, carta di fattibilità geologica, carta dei dissesti con legenda uniformata al Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI), carta PAI-PGRA (Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni)
  • asseverazione di conformità della componente geologica del PGT alle metodologie di riferimento e di conformità delle trasformazioni urbanistiche ai contenuti della componente geologica.

Aggiornamento periodico

La componente geologica del PGT deve essere periodicamente aggiornata, in particolar modo a seguito di eventi calamitosi che hanno interessato il territorio comunale o quando si rendono disponibili nuovi studi o conoscenze a scale diverse. Questo al fine di garantire una efficace e continua azione di prevenzione dei rischi nella fase di pianificazione.

L'aggiornamento della componente geologica del PGT deve riguardare gli elaborati testuali e cartografici ed essere condotto secondo le metodologie di riferimento. L’aggiornamento deve essere accompagnato da una nuova asseverazione.

Parere regionale

Gli aggiornamenti della componente geologica del PGT devono essere sottoposti a parere obbligatorio e vincolante da parte dei competenti uffici regionali quando contengono proposte di modifica agli strumenti di pianificazione di bacino, come nel caso di approfondimenti di analisi o di realizzazione di interventi di difesa del suolo, a seguito dei quali si propongono diverse delimitazioni o classificazioni delle aree in dissesto idrogeologico (frane, valanghe, conoidi) o idraulico (aree allagabili sui corsi d’acqua principali, e secondari naturali e artificiali e attorno ai laghi). 

Tali approfondimenti devono essere trasmessi a Regione Lombardia per l'espressione del previsto parere vincolante prima dell'adozione della variante urbanistica attraverso la quale aggiorneranno la componente geologica del PGT vigente.

La componente geologica del PGT e i suoi aggiornamenti sono lo strumento attraverso il quale i Comuni possono aggiornare e proporre modifiche a diversi contenuti degli strumenti di pianificazione di bacino (delimitazione aree in dissesto, aree a rischio idrogeologico molto elevato, parte delle aree allagabili del PGRA).

La richiesta di parere, corredata dagli approfondimenti svolti, deve essere inviata a Regione Lombardia attraverso l'applicativo Studi Geologici-Idraulici, disponibile sulla piattaforma MULTIPLAN.

Chi fa cosa

COMUNI

  • redigono e aggiornano la componente geologica del PGT acquisendo il parere regionale in caso di modifica/aggiornamento alle aree contenute nei Piani di Bacino (PAI e PGRA);
  • in occasione di varianti al Piano delle Regole, al Piano dei Servizi o al Documento di Piano ne accertano la compatibilità con la componente geologica (fattibilità geologica e relativa normativa), attraverso la redazione di una specifica asseverazione di congruità delle varianti stesse con la componente geologica del PGT e con le eventuali nuove limitazioni derivanti dal Piano di Bacino, qualora i suoi contenuti non siano ancora stati recepiti nella componente geologica del PGT.

PROVINCE E CITTA' METROPOLITANA

  • valutano la compatibilità della componente geologica con i contenuti idrogeologici dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (PTCP)
  • verificano che sia stato acquisito il parere regionale sulle proposte di integrazione e modifica agli strumenti di pianificazione di bacino (PAI e PGRA) avanzate attraverso la componente geologica e sintetizzate nella carta PAI-PGRA
  • possono esprimersi sui contenuti della componente geologica (esclusi i casi di cui al punto precedente)
  • nell'ambito delle verifiche di compatibilità degli strumenti urbanistici comunali ai propri strumenti di pianificazione verificano che gli stessi siano coerenti con le disposizioni previste dalla d.g.r. n. 6738 del 2017.

REGIONE LOMBARDIA

  • fornisce supporto tecnico a Province, Città Metropolitana di Milano e Comuni nella fase di predisposizione della componente geologica o suoi aggiornamenti
  • si esprime sulle proposte di integrazione e modifica agli strumenti di pianificazione di bacino (PAI e PGRA) acquisendo a sua volta il parere dell’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e dell'Autorità idraulica competente
  • trasmette le proposte di integrazione e modifica agli strumenti di pianificazione di bacino (PAI e PGRA) formulati dai Comuni all'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po
  • aggiorna il quadro del dissesto, il mosaico della fattibilità e della pericolosità sismica nonché le mappe delle aree allagabili e del rischio presenti nel Geoportale della Lombardia.

AUTORITA' DI BACINO DISTRETTUALE DEL FIUME PO

  • approva le proposte di modifica e aggiornamento agli strumenti di pianificazione di bacino.

Varianti ai PGT di adeguamento a PAI e PGRA

ADEGUAMENTO AL PAI

A seguito dell'approvazione del Piano stralcio per l'Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Po (PAI) è iniziato il percorso di attuazione del PAI in campo urbanistico. Tale percorso si è basato sulle disposizioni definite nella d.g.r. n. 7365 del 11 dicembre 2001 (aggiornata e integrata con successivi atti fino all'attuale d.g.r. n. 2616 del 30 novembre 2011) e ha previsto:

  1. il recepimento delle disposizioni immediatamente vincolanti, tra cui:
    • il tracciamento delle fasce fluviali alla scala degli strumenti urbanistici comunali
    • il recepimento nella normativa dello strumento urbanistico delle norme del PAI riguardanti le fasce fluviali
    • la modifica delle previsioni urbanistiche in contrasto con la delimitazione delle fasce e con le relative norme
    • lo svolgimento di valutazioni di dettaglio del rischio per i centri abitati ricadenti entro le fasce fluviali A e B e nelle aree comprese tra un limite B di progetto e un limite di fascia C o l’applicazione delle norme più restrittive
    • il recepimento nella cartografia di piano delle aree in dissesto riportate negli allegati 4.1 e 4.2 dell'Elaborato 2 del PAI e della relativa normativa (art. 9 e Titolo IV delle Norme di Attuazione del PAI)
  2. la formulazione di proposte di aggiornamento all'Elaborato 2 del PAI "Atlante dei rischi idraulici ed idrogeologici".

Il processo di aggiornamento dell'Elaborato 2 del PAI, che avviene attraverso la componente geologica del PGT, è proseguito anche in seguito e ha riguardato anche le aree in dissesto (allegati 4.1 e 4.2. all'Elaborato 2). ​Lo stato di attuazione riguardo all'iter di aggiornamento dell’Elaborato 2 del PAI è riportato nell'allegato 13 alla d.g.r. n. 2616 del 2011, che viene periodicamente aggiornato e che individua:

  • Tabella 1: l'elenco dei Comuni che non hanno concluso la procedura di aggiornamento dell’Elaborato 2 del PAI (art. 18 delle Norme di Attuazione del PAI)
  • Tabella 2: l'elenco dei Comuni che hanno concluso tale procedura
  • Tabella 3: l'elenco delle aree a rischio idrogeologico molto elevato (allegato 4.2 all’Elaborato 2 del PAI) con il relativo stato di attuazione in merito alle proposte di riperimetrazione presentate dai Comuni.

La cartografia vigente del PAI, comprensiva degli aggiornamenti all'Elaborato 2 proposti dai Comuni lombardi, è disponibile in visualizzazione e download, attraverso il Geoportale della Lombardia - Servizio di mappa Studi geologici Comunali (layer PAI vigente).

ADEGUAMENTO AL PGRA

A seguito dell'approvazione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), Regione Lombardia ha approvato le disposizioni regionali sull'attuazione del PGRA nel settore urbanistico e di pianificazione dell'emergenza (d.g.r. n. 6738 del 19 giugno 2017) che integrano quelle approvate con d.g.r. n. 2616 del 30 novembre 2011.

E' iniziato pertanto un nuovo percorso di attuazione della pianificazione di bacino focalizzato sulle aree a pericolosità idraulica, in base alla quale i Comuni sono tenuti:

  • ad applicare da subito la normativa riportata nella d.g.r. n. 6738 del 2017 sulle aree allagabili così come presenti nelle mappe di pericolosità del PGRA
  • a effettuare entro le aree R4 - rischio molto elevato -, una valutazione più dettagliata delle condizioni di pericolosità e rischio locali e a trasmettere tale valutazione a Regione Lombardia oppure a verificare quella già svolta in passato e, ove necessario, aggiornarla sulla base dei nuovi dati (portate, livelli, topografia) utilizzati per la mappatura delle aree allagabili del PGRA
  • per i corsi d’acqua del reticolo idrico principale, entro le aree R4 - rischio molto elevato -, nelle more dell’adeguamento del PGT, a svolgere valutazioni preliminari della pericolosità e del rischio, oppure ad applicare le norme riguardanti le aree P3/H e P2/M (fasce A e B) oppure richiedere che gli interventi edilizi siano supportati da uno studio di compatibilità idraulica
  • ad adeguare il proprio PGT, attraverso il recepimento delle aree allagabili e relative norme, entro e non oltre i termini stabiliti dall'art. 5 "Norma transitoria" della l.r. n. 31 del 2014 sul consumo di suolo.

Analisi sismica secondo i criteri regionali e accelerogrammi

Per quanto riguarda l'analisi sismica della componente geologica a scala comunale i criteri attuativi della legge regionale n. 12 del 2005 per il governo del territorio (d.g.r. n. 2616 del 2011) prevedono tre livelli di approfondimento:

  • 1° livello (fase pianificatoria): obbligatorio in tutte le zone sismiche (2, 3 e 4)
  • 2° livello (fase pianificatoria): nelle zone sismiche 2 e 3 è obbligatorio negli ambiti a Pericolosità sismica locale Z3 e Z4 se interferenti con l'urbanizzato e urbanizzabile, ad esclusione delle aree già inedificabili. Nelle zone sismiche 4 è obbligatorio negli ambiti a Pericolosità sismica locale Z3 e Z4 solo per edifici strategici e rilevanti di nuova previsione (elenco tipologico di cui al decreto n. 19904 del 2003)
  • 3° livello (fase progettuale): nelle zone sismiche 2 e 3 è obbligatorio nelle aree indagate con il 2° livello quando il fattore di amplificazione (FA) calcolato è maggiore del valore soglia comunale e nelle zone a Pericolosità sismica locale Z1 e Z2. Nelle zone sismiche 4 è obbligatorio nelle aree indagate con il 2° livello quando il fattore di amplificazione (FA) calcolato è maggiore del valore e nelle zone a Pericolosità sismica locale Z1 e Z2 per gli edifici strategici e rilevanti

Le banche dati citate nell'Allegato 5 alla d.g.r. n. 2616 del 2011 sono da utilizzare per le analisi sismiche di 2° e 3° livello. Gli accelerogrammi sono da utilizzare per l'analisi dinamica non lineare delle strutture.

Tutti i documenti sono nella sezione Allegati.

Contatti

Allegati

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2026

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